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Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

Test anti-Covid: tamponi gratuiti per gli impossibilitati a vaccinarsi e prezzi calmierati

Nonostante il numero di vaccinati sia sufficientemente confortante per scongiurare una nuova impennata di contagi e ricoveri, è ancora presente nella popolazione un gran numero di cittadini senza neppure una dose somministrata.  

Questa volta non è colpa di ritardi di forniture o malagestione, ma esplicita volontà individuale. Dunque, come ultimo incentivo alla vaccinazione, dal 15 ottobre il governo ha deciso di estendere l'obbligo di Green pass a tutti i lavoratori, sia pubblici che privati. Sicuramente una misura forte, ma che mette di fronte a un bivio gli ultimi indecisi: vaccinarsi o effettuare un tampone - a proprie spese - ogni 72. 

Come si legge nel testo finale del nuovo dl sul Green pass, sono stati stanziato 105 milioni per i tamponi gratuiti a coloro impossibilitati a vaccinarsi e inoltre è stato calmierato il prezzo dei test somministrati dalle farmacie autorizzate. Dal documento si legge che il prezzo calmierato è «assicurato anche da tutte le strutture sanitarie convenzionate, autorizzate o accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale e autorizzate dalle regioni alla somministrazione» e coloro che non si adeguano rischiano multe da 1000 a 10000 euro e la chiusura dell’attività per massimo cinque giorni. 

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