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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Test anti-Covid: tamponi gratuiti per gli impossibilitati a vaccinarsi e prezzi calmierati

Nonostante il numero di vaccinati sia sufficientemente confortante per scongiurare una nuova impennata di contagi e ricoveri, è ancora presente nella popolazione un gran numero di cittadini senza neppure una dose somministrata.  

Questa volta non è colpa di ritardi di forniture o malagestione, ma esplicita volontà individuale. Dunque, come ultimo incentivo alla vaccinazione, dal 15 ottobre il governo ha deciso di estendere l'obbligo di Green pass a tutti i lavoratori, sia pubblici che privati. Sicuramente una misura forte, ma che mette di fronte a un bivio gli ultimi indecisi: vaccinarsi o effettuare un tampone - a proprie spese - ogni 72. 

Come si legge nel testo finale del nuovo dl sul Green pass, sono stati stanziato 105 milioni per i tamponi gratuiti a coloro impossibilitati a vaccinarsi e inoltre è stato calmierato il prezzo dei test somministrati dalle farmacie autorizzate. Dal documento si legge che il prezzo calmierato è «assicurato anche da tutte le strutture sanitarie convenzionate, autorizzate o accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale e autorizzate dalle regioni alla somministrazione» e coloro che non si adeguano rischiano multe da 1000 a 10000 euro e la chiusura dell’attività per massimo cinque giorni. 

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