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Mutui e tassi in movimento: cosa fare davvero se vuoi un mutuo

Nella consueta riunione, la BCE (la Banca Centrale Europea)  ha deciso di lasciare anche questa volta invariati i tassi  di riferimento per mutui e prestiti.  Dopo dieci aumenti consecutivi tra luglio 2022 e settembre 2023, la BCE aveva portato il suo tasso principale al 4,5%. Da allora, la tendenza si è invertita. Con otto tagli fra marzo 2024 e giugno 2025, quattro dei quali solo nel 2025,  il tasso principale BCE si colloca sopra il 2%.   Negli ultimi mesi, chi sta pensando di accendere un mutuo si trova davanti a una domanda sempre più urgente: conviene aspettare, cambiare o intervenire subito? La risposta non è unica e dipende soprattutto dal tipo di mutuo e dalla situazione personale del consumatore. Ma alcune indicazioni pratiche valgono per tutti. Scegliere il mutuo migliore Se avete bisogno di un mutuo per l’acquisto di un immobile, dovete riflettere sul tipo di tasso (fisso o variabile) e sulla durata da scegliere.  Il  tasso annuo nominal...

Modello 730, cosa sono gli acconti d’imposta e quando si pagano

 


Quando si presenta la dichiarazione dei redditi con il modello 730, oltre al saldo delle imposte relative all’anno precedente può essere richiesto anche il pagamento di un acconto per le imposte dell’anno in corso. Questo avviene perché il Fisco presume che il reddito dell’anno corrente sarà simile a quello dell’anno precedente. Per questo motivo lo Stato chiede di versare in anticipo una parte delle imposte, che verrà poi scalata dal totale dovuto nella dichiarazione dell’anno successivo.

L’acconto corrisponde in genere al 100% dell’imposta risultata dovuta l’anno precedente e viene richiesto solo se dal 730 emerge un debito fiscale. In pratica, se nel corso dell’anno non sono state versate imposte sufficienti rispetto al reddito percepito, il contribuente deve versare un anticipo per l’anno in corso.

Quando e quanto si paga

L’importo e le modalità di pagamento dipendono dall’entità del debito risultante dalla dichiarazione. Se l’importo dovuto è inferiore a 51,65 euro, non è previsto alcun acconto. Se invece supera questa soglia, l’acconto viene richiesto secondo modalità diverse.

Quando il debito è inferiore a 257,52 euro, l’acconto viene trattenuto in un’unica soluzione nel mese di novembre. Se invece l’importo è superiore, il pagamento viene suddiviso in due parti: il 40% viene trattenuto nella prima busta paga o pensione utile, mentre il restante 60% viene addebitato a novembre.

Gli acconti non riguardano solo l’Irpef ma possono interessare anche altre imposte, come l’addizionale comunale all’Irpef o la cedolare secca sugli affitti, per le quali è previsto un meccanismo simile basato sulle imposte dovute l’anno precedente.

Come si pagano e quando scadono

Nella maggior parte dei casi il pagamento degli acconti avviene automaticamente tramite il sostituto d’imposta, cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico, che trattiene gli importi direttamente dalla busta paga o dalla pensione.

Se invece il contribuente presenta il 730 senza sostituto d’imposta, il pagamento deve essere effettuato autonomamente tramite modello F24. In questo caso il primo acconto va versato entro il 30 giugno, con possibilità di pagare entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,4%. Il secondo acconto deve essere pagato entro il 30 novembre.

Esiste anche la possibilità di ridurre o annullare l’acconto se si prevede che nell’anno in corso il reddito sarà più basso rispetto a quello precedente. Tuttavia questa scelta deve essere valutata con attenzione, perché il mancato versamento di acconti dovuti può comportare sanzioni fiscali.

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