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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

Contratti finanziari a distanza: la svolta normativa che tutela i consumatori dal 2026

 



La regolamentazione dei contratti finanziari a distanza cambia radicalmente: dal 2026 entreranno in vigore norme volte a eliminare le pratiche ingannevoli e a rafforzare la tutela dei consumatori nei rapporti conclusi online o al telefono. La parola contratti finanziari a distanza non è più un concetto astratto del diritto comunitario, ma un imperativo di trasparenza legale che l’Italia ha appena recepito nel nostro ordinamento. La riforma, che deriva da una direttiva europea di recente approvazione, segna una pietra miliare nella protezione del risparmio e nella lotta alle “zone grigie” dei servizi digitali. 

Un nuovo paradigma per i contratti finanziari a distanza

La disciplina dei contratti finanziari a distanza ha vissuto fino ad oggi una fase di transizione, segnato da norme spesso incomplete e frutto di lacerazioni normative tra leggi settoriali e regole generali sui diritti dei consumatori. Nel dicembre 2025, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo che recepisce la nuova direttiva europea, che sarà efficace in Italia dal 19 giugno 2026. 

Questa direttiva, adottata dall’Unione Europea per aggiornare un quadro giuridico vecchio di oltre vent’anni, nasce dalla consapevolezza che la digitalizzazione ha trasformato profondamente il modo in cui i servizi finanziari vengono proposti e sottoscritti. Strumenti digitali, call center e piattaforme online hanno ampliato l’accesso ai prodotti finanziari ma hanno anche reso più complesso l’esercizio consapevole dei diritti da parte dei consumatori.

Il nuovo quadro mira dunque a colmare questa lacuna: informazione precontrattuale più chiara e comprensibile, diritto di recesso rafforzato, obblighi di trasparenza e limiti stringenti alle pratiche commerciali ingannevoli sono tra i pilastri della riforma.

Diritti rafforzati, pratiche scorrette bandite

Al centro dei cambiamenti c’è il principio di trasparenza. I professionisti e gli intermediari che offrono contratti finanziari a distanza dovranno fornire informazioni precontrattuali complete e facilmente comprensibili, consentendo ai consumatori di confrontare diverse offerte prima di impegnarsi. Questo include dettagli sui costi, sui rischi connessi alla prestazione finanziaria e sulle modalità di esercizio del diritto di recesso.

Il legislatore europeo ha voluto affrontare anche uno dei fenomeni più critici dell’era digitale: l’uso di interfacce e tecniche di marketing volte a spingere all’acquisto decisioni affrettate o poco consapevoli. Tecniche di dark pattern, messaggi fuorvianti o pulsanti che nascondono i diritti dell’utente saranno oggetto di regolamentazione severa.

Parallelamente, viene sancito un diritto di recesso più accessibile: consumatori e risparmiatori potranno recedere più agevolmente dai contratti conclusi a distanza, anche attraverso pulsanti o procedure digitali intuitive. La digitalizzazione diventa così non solo strumento commerciale, ma leva di tutela concreta per chi stipula un contratto con servizi finanziari. 

Impatto sul mercato e prospettive per i consumatori

L’entrata in vigore delle nuove regole sui contratti finanziari a distanza rappresenta una sfida tanto per le istituzioni quanto per gli operatori del settore. Le banche, le piattaforme di investimento online, le assicurazioni e gli intermediari dovranno adeguare i propri sistemi di offerta e di informazione, rivedendo processi interni, contratti e strumenti digitali.

Per i consumatori, invece, si apre una stagione di diritti più chiari e di maggiore controllo sulle proprie scelte economiche. La convenienza di stipulare un contratto a distanza — ora amplificata dai canali digitali — potrà essere esercitata senza il timore di clausole nascoste o di procedure poco trasparenti.

Restano, tuttavia, questioni aperte: il rispetto effettivo delle norme e l’efficacia delle sanzioni per gli operatori che non si adeguano saranno infatti determinanti per trasformare la buona legge in protezione reale per i consumatori. In un mercato sempre più digitale e competitivo, la chiave sarà non solo applicare le regole, ma farle vivere nella prassi quotidiana dei risparmiatori.

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