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Pagamenti digitali sotto controllo, ma le prepagate restano il punto debole

  Il livello delle frodi nei pagamenti digitali in Italia resta relativamente basso. Secondo la Banca d’Italia, nel primo semestre del 2025 il rapporto tra il valore delle operazioni fraudolente e il totale delle transazioni si è mantenuto su livelli molto contenuti: circa 3 euro ogni 100.000 euro transati, pari allo 0,003% in valore. Differenze tra gli strumenti di pagamento L’analisi evidenzia però differenze significative tra i vari strumenti. Il tasso di frode risulta stabile su base annua per carte di pagamento, prelievi da sportelli automatici e bonifici, segno di una sostanziale tenuta dei sistemi di sicurezza associati a queste modalità di pagamento. L’aumento dei rischi nella moneta elettronica Diversa la situazione per la moneta elettronica, in particolare per le carte prepagate. In questo segmento si registra un incremento delle operazioni fraudolente: l’incidenza sale a 31 euro ogni 100.000 euro transati, un dato che segnala una maggiore esposizione al rischio rispetto ...

Contratti finanziari a distanza: la svolta normativa che tutela i consumatori dal 2026

 



La regolamentazione dei contratti finanziari a distanza cambia radicalmente: dal 2026 entreranno in vigore norme volte a eliminare le pratiche ingannevoli e a rafforzare la tutela dei consumatori nei rapporti conclusi online o al telefono. La parola contratti finanziari a distanza non è più un concetto astratto del diritto comunitario, ma un imperativo di trasparenza legale che l’Italia ha appena recepito nel nostro ordinamento. La riforma, che deriva da una direttiva europea di recente approvazione, segna una pietra miliare nella protezione del risparmio e nella lotta alle “zone grigie” dei servizi digitali. 

Un nuovo paradigma per i contratti finanziari a distanza

La disciplina dei contratti finanziari a distanza ha vissuto fino ad oggi una fase di transizione, segnato da norme spesso incomplete e frutto di lacerazioni normative tra leggi settoriali e regole generali sui diritti dei consumatori. Nel dicembre 2025, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legislativo che recepisce la nuova direttiva europea, che sarà efficace in Italia dal 19 giugno 2026. 

Questa direttiva, adottata dall’Unione Europea per aggiornare un quadro giuridico vecchio di oltre vent’anni, nasce dalla consapevolezza che la digitalizzazione ha trasformato profondamente il modo in cui i servizi finanziari vengono proposti e sottoscritti. Strumenti digitali, call center e piattaforme online hanno ampliato l’accesso ai prodotti finanziari ma hanno anche reso più complesso l’esercizio consapevole dei diritti da parte dei consumatori.

Il nuovo quadro mira dunque a colmare questa lacuna: informazione precontrattuale più chiara e comprensibile, diritto di recesso rafforzato, obblighi di trasparenza e limiti stringenti alle pratiche commerciali ingannevoli sono tra i pilastri della riforma.

Diritti rafforzati, pratiche scorrette bandite

Al centro dei cambiamenti c’è il principio di trasparenza. I professionisti e gli intermediari che offrono contratti finanziari a distanza dovranno fornire informazioni precontrattuali complete e facilmente comprensibili, consentendo ai consumatori di confrontare diverse offerte prima di impegnarsi. Questo include dettagli sui costi, sui rischi connessi alla prestazione finanziaria e sulle modalità di esercizio del diritto di recesso.

Il legislatore europeo ha voluto affrontare anche uno dei fenomeni più critici dell’era digitale: l’uso di interfacce e tecniche di marketing volte a spingere all’acquisto decisioni affrettate o poco consapevoli. Tecniche di dark pattern, messaggi fuorvianti o pulsanti che nascondono i diritti dell’utente saranno oggetto di regolamentazione severa.

Parallelamente, viene sancito un diritto di recesso più accessibile: consumatori e risparmiatori potranno recedere più agevolmente dai contratti conclusi a distanza, anche attraverso pulsanti o procedure digitali intuitive. La digitalizzazione diventa così non solo strumento commerciale, ma leva di tutela concreta per chi stipula un contratto con servizi finanziari. 

Impatto sul mercato e prospettive per i consumatori

L’entrata in vigore delle nuove regole sui contratti finanziari a distanza rappresenta una sfida tanto per le istituzioni quanto per gli operatori del settore. Le banche, le piattaforme di investimento online, le assicurazioni e gli intermediari dovranno adeguare i propri sistemi di offerta e di informazione, rivedendo processi interni, contratti e strumenti digitali.

Per i consumatori, invece, si apre una stagione di diritti più chiari e di maggiore controllo sulle proprie scelte economiche. La convenienza di stipulare un contratto a distanza — ora amplificata dai canali digitali — potrà essere esercitata senza il timore di clausole nascoste o di procedure poco trasparenti.

Restano, tuttavia, questioni aperte: il rispetto effettivo delle norme e l’efficacia delle sanzioni per gli operatori che non si adeguano saranno infatti determinanti per trasformare la buona legge in protezione reale per i consumatori. In un mercato sempre più digitale e competitivo, la chiave sarà non solo applicare le regole, ma farle vivere nella prassi quotidiana dei risparmiatori.

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