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Gas più caro a marzo: cosa sta succedendo davvero alle bollette dei clienti vulnerabili

  Brutte notizie sul fronte energia: a marzo il prezzo del gas per gli utenti vulnerabili è aumentato sensibilmente. Un dato che riguarda milioni di famiglie italiane e che torna a mettere sotto pressione i bilanci domestici. Ecco cosa è successo, chi riguarda l’aumento e cosa significa concretamente per i consumatori. A marzo il gas sale del 19,2% Secondo i dati comunicati da ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), il prezzo del gas per gli utenti vulnerabili serviti nel regime di tutela della vulnerabilità è cresciuto del 19,2% rispetto a febbraio . L’aggiornamento tariffario viene effettuato ogni mese dall’Autorità sulla base dell’andamento reale dei prezzi all’ingrosso del gas naturale. Il rincaro è quindi legato principalmente alla dinamica dei mercati energetici e non a decisioni commerciali dei singoli fornitori. Chi sono gli utenti “vulnerabili” L’aumento riguarda solo una categoria specifica di clienti: gli utenti considerati vulnerabili. Rientran...

Prezzi energia in calo: opportunità per i consumatori



Ad agosto 2025, il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell’energia elettrica si è posizionato attorno a 0,109 €/kWh, mostrando un leggero calo rispetto a luglio. All'inizio di settembre, il valore ha fatto un piccolo balzo a 0,111 €/kWh, rimanendo comunque inferiore rispetto allo stesso periodo del 2024, con una diminuzione annuale del 3,8%. Anche il gas naturale ha registrato tendenze positive: il prezzo sul Punto di Scambio Virtuale (PSV) è sceso a 0,3925 €/Smc, con un abbassamento del 6% rispetto a luglio.


Opportunità per famiglie e imprese


La diminuzione dei prezzi all’ingrosso si riflette nelle offerte del mercato libero, dove molti fornitori stanno presentando tariffe fisse o indicizzate più vantaggiose rispetto ai valori medi. È quindi un ottimo momento per rivedere le proprie condizioni contrattuali, così da poter bloccare tariffe più convenienti in vista dell’inverno.


Oltre il prezzo: cosa valutare


Come evidenziato da Consumerismo, la scelta del fornitore non dovrebbe basarsi solo sul prezzo al kWh o al metro cubo, ma anche su altri fattori importanti: quota fissa mensile, trasparenza contrattuale, modalità di rinnovo e qualità del servizio clienti.


Cambio fornitore sempre più semplice


Attualmente, il passaggio a un nuovo gestore richiede dai 30 ai 60 giorni. Tuttavia, con l’implementazione della Direttiva UE 2019/944, dal 1° gennaio 2026 il cambio sarà completato in 24 ore lavorative, e dal 1° luglio 2026 sarà possibile effettuare voltura e cambio fornitore gas in un’unica operazione.


Il consiglio: agire ora


Consumerismo ci esorta a non rimanere con le mani in mano. Bloccare adesso una tariffa vantaggiosa potrebbe essere la chiave per proteggerci da futuri aumenti, assicurandoci risparmi e una stabilità economica nei mesi più freddi.



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