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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Prezzi energia in calo: opportunità per i consumatori



Ad agosto 2025, il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell’energia elettrica si è posizionato attorno a 0,109 €/kWh, mostrando un leggero calo rispetto a luglio. All'inizio di settembre, il valore ha fatto un piccolo balzo a 0,111 €/kWh, rimanendo comunque inferiore rispetto allo stesso periodo del 2024, con una diminuzione annuale del 3,8%. Anche il gas naturale ha registrato tendenze positive: il prezzo sul Punto di Scambio Virtuale (PSV) è sceso a 0,3925 €/Smc, con un abbassamento del 6% rispetto a luglio.


Opportunità per famiglie e imprese


La diminuzione dei prezzi all’ingrosso si riflette nelle offerte del mercato libero, dove molti fornitori stanno presentando tariffe fisse o indicizzate più vantaggiose rispetto ai valori medi. È quindi un ottimo momento per rivedere le proprie condizioni contrattuali, così da poter bloccare tariffe più convenienti in vista dell’inverno.


Oltre il prezzo: cosa valutare


Come evidenziato da Consumerismo, la scelta del fornitore non dovrebbe basarsi solo sul prezzo al kWh o al metro cubo, ma anche su altri fattori importanti: quota fissa mensile, trasparenza contrattuale, modalità di rinnovo e qualità del servizio clienti.


Cambio fornitore sempre più semplice


Attualmente, il passaggio a un nuovo gestore richiede dai 30 ai 60 giorni. Tuttavia, con l’implementazione della Direttiva UE 2019/944, dal 1° gennaio 2026 il cambio sarà completato in 24 ore lavorative, e dal 1° luglio 2026 sarà possibile effettuare voltura e cambio fornitore gas in un’unica operazione.


Il consiglio: agire ora


Consumerismo ci esorta a non rimanere con le mani in mano. Bloccare adesso una tariffa vantaggiosa potrebbe essere la chiave per proteggerci da futuri aumenti, assicurandoci risparmi e una stabilità economica nei mesi più freddi.



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