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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Latte parzialmente scremato: la classifica di Altoconsumo



Altroconsumo ha condotto un'indagine approfondita sui principali marchi di latte parzialmente scremato UHT (Ultra High Temperature) disponibili nei supermercati italiani, con l'obiettivo di valutare la qualità complessiva del prodotto più venduto nel Paese. I test hanno coinvolto 15 brand selezionati in base alla loro diffusione nazionale, esaminati in oltre 1.200 punti vendita sparsi in 67 città. Gli acquisti sono stati effettuati nel dicembre 2024 presso supermercati di Milano, Bologna e Bari.


Il metodo di valutazione


Il metodo di valutazione ha preso in considerazione diversi parametri, seguendo un approccio equilibrato: il 40% del punteggio è stato attribuito ai test di laboratorio (che hanno analizzato la composizione nutrizionale, l’acidità, la presenza di acqua estranea, il danno termico e l’eventuale presenza di aflatossina M1); un altro 40% è stato assegnato in base a una prova di assaggio condotta alla cieca da esperti del settore; il restante 20% è stato suddiviso tra l’analisi dell’etichetta e la valutazione dell’imballaggio.


I risultati


I risultati complessivi non sono stati allarmanti, ma nemmeno entusiasmanti. Nessun prodotto ha raggiunto l’eccellenza, né in laboratorio né al palato. Tutti i campioni si sono dimostrati stabili nel tempo, senza anomalie di acidità o sviluppo microbico. Tuttavia, molti latti si sono posizionati nella fascia media della classifica, presentando caratteristiche simili tra loro. Solo un prodotto, il latte Tre Valli 100% italiano, ha ottenuto un punteggio insufficiente (47/100), penalizzato per la presenza di acqua estranea.


Il latte che ha ottenuto il punteggio migliore è stato “Carrefour Classic Microfiltrato 100% italiano”, con un punteggio di 67/100, apprezzato per i suoi valori nutrizionali e l’etichettatura completa. Seguono “Polenghi” (65/100) e “Parmalat Bontà e Linea in brick” (64/100), quest’ultimo eccellente nel test sull’aflatossina e nel controllo del danno termico. 

Brand noti come Conad, Esselunga, Arborea, Granarolo e Milbona (Lidl) hanno ottenuto valutazioni tra i 60 e i 64 punti.


Le conclusioni


In sintesi, l'indagine rivela un mercato piuttosto omogeneo in termini di qualità, con prodotti che non brillano per eccellenza ma nemmeno presentano rischi. C'è un ampio margine di miglioramento, specialmente per quanto riguarda il sapore e l'equilibrio nutrizionale. Altroconsumo esorta i consumatori a prestare attenzione alle etichette e alla trasparenza dei produttori, due aspetti che oggi possono davvero fare la differenza.


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