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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Secondo l'Istat la fiducia di imprese e consumatori è al minimo da mesi


 

A settembre la fiducia di imprese e consumatori arretra ulteriormente. In particolare per i consumatori si registra una flessione che passa dal 106,5 al 105,4. Mentre per quanto riguarda le imprese si assesta su 104,9 rispetto ai 106,7 dei livelli di ottobre 2022. 

Secondo l'Istituto nazionale di statistica la diminuzione dell'indice di fiducia delle imprese si estende a tutti i settori di attività, ad eccezione delle costruzioni. Per le famiglie invece non cambia il ciclo negativo per il terzo mese consecutivo. 

I dati rilevati indicano una maggiore sfiducia per quanto riguarda la situazione economica generale, mentre è presente una maggiore eterogeneità relativamente alle variabili che si riferiscono alla situazione personale. I giudizi negativi vertono su diversi ambiti, in primis sulla situazione economica, poi su un aumento delle attese di disoccupazione.

Le variazioni in esame, sono sintetizzate dai quattro indicatori calcolati mensilmente; il clima economico, il clima corrente e il clima futuro, essi calano rispettivamente da 121,5 a 115,2 , da 101,4 a 100,2 e infine da 114,1 a 113,2. 

Andando poi ad esaminare le imprese, per tutti i comparti indagati si stima una riduzione dell'indice di fiducia. In dettaglio l'indice di fiducia scende nel settore manifatturiero da 97,7 a 96,4, dei servizi da 103,5 a 100,5 e nel commercio da 108,7 a 107,3. Solo nelle costruzioni l'indice sale da 160,2 a 160,9.

Per quanto riguarda le componenti degli indici di fiducia, nel settore manifatturiero e nei servizi tutte le variabili peggiorano. Nell'ambito del commercio al dettaglio i giudizi sulle vendite si deteriorano mentre le relative attese diminuiscono in presenza di un calo delle scorte. Per quanto attiene alle costruzioni i giudizi sugli ordini e piani di costruzione sono ottimisti mentre le aspettative sull'occupazione in azienda registrano un andamento negativo.  

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