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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026




 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile.

Le percentuali di detrazione in base al reddito

Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui.

Gli effetti concreti sullo stipendio

La riduzione dei contributi si traduce in un aumento del netto in busta paga. Ad esempio, per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione del 7,1% comporta un beneficio di circa 603,50 euro all’anno, pari a circa 46 euro in più al mese. Con la riduzione del 5,3%, il vantaggio annuale può arrivare a 742 euro. Per i redditi compresi tra 20.000 e 32.000 euro, la detrazione fissa di 1.000 euro rappresenta un incremento significativo del reddito disponibile.

Il taglio dell’Irpef e le nuove aliquote

Oltre al bonus contributivo, il 2026 introduce anche una modifica delle aliquote Irpef. L’aliquota intermedia viene ridotta di due punti percentuali, passando dal 35% al 33%. Il sistema fiscale viene riorganizzato in tre scaglioni: il 23% per redditi fino a 28.000 euro, il 33% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro e il 43% per redditi superiori a 50.000 euro annui.

Quanto aumenta il reddito disponibile

Il taglio dell’Irpef comporta un risparmio stimato di circa 36 euro al mese per i redditi fino a 50.000 euro annui. Per chi guadagna tra 35.000 e 40.000 euro, il beneficio annuale può oscillare tra 140 e 240 euro. Nel complesso, tra bonus contributivo e riduzione dell’Irpef, il 2026 segna un intervento fiscale che mira ad alleggerire il peso delle trattenute e a incrementare il reddito netto dei lavoratori dipendenti. 

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