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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Cresce il mercato Ue dell’auto, a marzo +26% di immatricolazioni


Il mercato auto europeo, che comprende l’Ue, i Paesi EFTA (Svizzera, Islanda, Norvegia e Liechtenstein) e il Regno Unito, mantiene il suo slancio nel mese di marzo, registrando un milione e 400mila immatricolazioni, in aumento del 26,1% su base annua. Il Centro Studi Promotor sottolinea come si tratti dell’ottavo incremento mensile consecutivo, anche se il gap rispetto al 2019 pesa ancora per il 19,7%.

Nel complesso, il primo trimestre 2023 ha segnato una crescita in Europa del 17,5%. In particolare, Promotor fa notare che «il quadro italiano è leggermente migliore perché il vuoto da colmare per tornare ai livelli ante-pandemia è del 20,6% nel nostro Paese contro il 29,5% del Regno Unito, il 25% della Spagna, il 24,2% della Germania, il 23,9% della Francia».

Full electric a +13 in Europa

Quanto alle motorizzazioni, l’Europa segna a marzo una quota di mercato dei modelli full electric che supera il 13, mentre l’Italia resta ben al di sotto della media, passando dal 3,3% al 3,8%.

Necessario dunque mettere in campo misure efficaci di incentivo all’acquisto di vetture elettriche. «Il Governo - sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - ha dichiarato la propria disponibilità ad intervenire anche con nuovi stanziamenti con l'obiettivo di ringiovanire il nostro parco circolante che è tra i più vecchi d'Europa. È certamente un orientamento opportuno, ma va declinato con la necessità di superare rapidamente il divario rispetto ai partner europei».

Quanto al dettaglio delle case automobilistiche, fanno meglio del mercato il Gruppo Volkswagen (+34,4%), Stellantis (+23,3%) e Renault (+26,9%), che conferma il terzo posto in classifica, per volumi, prima di Hyundai. Tesla ha invece raggiunto nel mese di marzo una quota di mercato del 4,3%, crescendo a ritmi doppi rispetto ai principali competitor.

Euro 7

Tema caldo nel mondo del car-making rimane il dossier del nuovo Euro 7, che mira a ridurre ulteriormente le emissioni altamente inquinanti. Una proposta criticata dall’associazione di categoria Acea, che in uno studio stima che le auto con motori a combustione interna Euro 7 costituiranno solo il 10% in circolazione.

«Nonostante i benefici ambientali minimi, la proposta Euro 7 rischia di esercitare un’inutile pressione finanziaria sui consumatori e distogliere gli investimenti dalle tecnologie a emissioni zero» sottolinea in una nota l'Associazione guidata da Luca De Meo, ceo di Renault.

 

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