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Gas più caro a marzo: cosa sta succedendo davvero alle bollette dei clienti vulnerabili

  Brutte notizie sul fronte energia: a marzo il prezzo del gas per gli utenti vulnerabili è aumentato sensibilmente. Un dato che riguarda milioni di famiglie italiane e che torna a mettere sotto pressione i bilanci domestici. Ecco cosa è successo, chi riguarda l’aumento e cosa significa concretamente per i consumatori. A marzo il gas sale del 19,2% Secondo i dati comunicati da ARERA (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), il prezzo del gas per gli utenti vulnerabili serviti nel regime di tutela della vulnerabilità è cresciuto del 19,2% rispetto a febbraio . L’aggiornamento tariffario viene effettuato ogni mese dall’Autorità sulla base dell’andamento reale dei prezzi all’ingrosso del gas naturale. Il rincaro è quindi legato principalmente alla dinamica dei mercati energetici e non a decisioni commerciali dei singoli fornitori. Chi sono gli utenti “vulnerabili” L’aumento riguarda solo una categoria specifica di clienti: gli utenti considerati vulnerabili. Rientran...

Sciopero dei benzinai sino a venerdì, protesta contro governo e compagnie



Sciopero nazionale dei benzinai per due giorni, da mercoledì 6 novembre (oggi) a venerdì 8 novembre. Molti impianti resteranno infatti chiusi, sia autostradali che stradali, a seguito dello sciopero promosso dalle organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio. Non solo chiusura, è prevista per oggi infatti una manifestazione in piazza del Parlamento

Confesercenti ha indetto la protesta «contro la politica fiscale del governo e contro la negazione dei diritti ad una categoria allo stremo» e «nei confronti del governo, che sta gravando - con adempimenti inutili e cervellotici - su l'intera categoria con provvedimenti che vanno: dalla fatturazione elettronica, ai registratori di cassa telematici (anche per fatturati di 2 mila euro/anno); dalla rimodulazione dell'indice sintetico di affidabilità fiscale (Isa) irraggiungibile per i gestori, all'introduzione di documenti di trasporto (Das) e modalità di registrazione giornaliera in formato elettronico; dall'invio dei corrispettivi giornalieri in formato elettronico fino al gravame fiscale e contributivo per i gestori che non ricevono - in tempo - da fornitori e agenzia delle entrate i documenti necessari per la loro contabilità». 

La protesta non è rivolta solo contro il governo, accusato di aver preso interventi senza andare di pari passo con una valutazione degli impatti sulla categoria, ma anche contro le compagnie petrolifere e contro i titolari di impianti accusati di essere operatori border line che «fanno strame dei contratti e delle leggi nel più assoluto silenzio della pubblica amministrazione che assiste allo scempio nel più colpevole dei silenzi che realizzano quell'abuso di dipendenza economica cui il gestore è costretto per non soccombere. E come se non bastasse, a tutto questo si somma il rifiuto a rinnovare gli accordi economici ampiamente scaduti negando persino il riconoscimento dei maggiori costi di gestione scaricati in capo ai gestori». 

Tuttavia, per quanto riguarda i consumatori, dalle federazioni di categoria fanno sapere che saranno assicurati i servizi minimi di garanzia.

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