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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Sciopero dei benzinai sino a venerdì, protesta contro governo e compagnie



Sciopero nazionale dei benzinai per due giorni, da mercoledì 6 novembre (oggi) a venerdì 8 novembre. Molti impianti resteranno infatti chiusi, sia autostradali che stradali, a seguito dello sciopero promosso dalle organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio. Non solo chiusura, è prevista per oggi infatti una manifestazione in piazza del Parlamento

Confesercenti ha indetto la protesta «contro la politica fiscale del governo e contro la negazione dei diritti ad una categoria allo stremo» e «nei confronti del governo, che sta gravando - con adempimenti inutili e cervellotici - su l'intera categoria con provvedimenti che vanno: dalla fatturazione elettronica, ai registratori di cassa telematici (anche per fatturati di 2 mila euro/anno); dalla rimodulazione dell'indice sintetico di affidabilità fiscale (Isa) irraggiungibile per i gestori, all'introduzione di documenti di trasporto (Das) e modalità di registrazione giornaliera in formato elettronico; dall'invio dei corrispettivi giornalieri in formato elettronico fino al gravame fiscale e contributivo per i gestori che non ricevono - in tempo - da fornitori e agenzia delle entrate i documenti necessari per la loro contabilità». 

La protesta non è rivolta solo contro il governo, accusato di aver preso interventi senza andare di pari passo con una valutazione degli impatti sulla categoria, ma anche contro le compagnie petrolifere e contro i titolari di impianti accusati di essere operatori border line che «fanno strame dei contratti e delle leggi nel più assoluto silenzio della pubblica amministrazione che assiste allo scempio nel più colpevole dei silenzi che realizzano quell'abuso di dipendenza economica cui il gestore è costretto per non soccombere. E come se non bastasse, a tutto questo si somma il rifiuto a rinnovare gli accordi economici ampiamente scaduti negando persino il riconoscimento dei maggiori costi di gestione scaricati in capo ai gestori». 

Tuttavia, per quanto riguarda i consumatori, dalle federazioni di categoria fanno sapere che saranno assicurati i servizi minimi di garanzia.

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