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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Punti vendita: gli italiani prediligono i piccoli negozi ai grandi magazzini, aumenta l’e-commerce



Come acquistano gli italiani? Preferiscono utilizzare i supermercati, i punti vendita della zona o l’e-commerce? Secondo la ricerca proposta dalla Tiendeo, piattaforma multicanale per attività commerciali e consumatori, gli utenti preferiscono ad oggi i punti vendita minori ma nelle immediate vicinanze, nel proprio quartiere, piuttosto che recarsi in grandi magazzini, a prezzi sì più vantaggiosi ma prendendo più tempo e dovendo spostarsi in macchina (diversamente risulterebbe difficile provvedere ad una spesa all’ingrosso dovendo portare gli acquisti a casa). L’e-commerce, che si sta sempre più affermando, continua ad essere una grande opportunità largamente usata. 

Gli italiani pertanto prediligono l’acquisto di beni in rivendite più raggiungibili, acquistando i prodotti anche più volte durante la settimana, generalmente dopo il lavoro. Un dato in controtendenza coi grandi timori della politica e di diversi movimenti sociali, preoccupati degli impatti dei grandi ipermercati, i quali, secondo le accuse, uccidono i supermercati di quartiere e le piccole attività. Secondo i dati, invece, queste paure sono sovrastimate e fallaci. 

Ciò che invece oggi è in grado di fare concorrenza ad ambedue i punti vendita è il mercato online. Sono numerosi gli esercenti infatti che si affidano oggi ad app per smartphone vendendo i propri prodotti online, sfruttando così a proprio favore la direzione di una larga fetta di consumatori. Tramite internet infatti i consumatori possono confrontare le informazioni mettendole assieme a quelle provenienti da altri canali media, comparando così il tutto e trovando in tempo reale la risposta migliore ai propri dubbi. 

Per tanto i rivenditori non solo aprono un proprio sito e un canale di e-commerce, ma cercano di potenziare tramite in canale telematico in proprio merchandising. Secondo Jaume Molins, country manager Tiendeo per l’Italia, «lo smart shopper (ovvero chi predilige l’acquisto online) vuole essere conquistato non solo dal prodotto che gli si offre, ma soprattutto dall’esperienza che gli si dedica fino ad acquisirlo». Secondo il dirigente infatti «oggi i clienti cercano un’esperienza d’acquisto più prossima e personalizzata, che si tratti di negozio fisico o nei distinti canali online attraverso i quali navigano. E non tutte le aziende stanno sfruttando al massimo questo canale».

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