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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Disparità locali nei premi assicurativi automobilistici, la Camera prova a regolare



La Camera è chiamata a porre fine al divario dei premi nel settore delle assicurazioni auto presente tra le varie regioni italiane. La commissione Finanze della Camera dei deputati sta vagliando a tale proposito una proposta di legge volta ad imporre una tariffa media nazionale per i guidatori virtuosi che non hanno fatto sinistri nei due anni precedenti e ad attivare la possibilità di acquisire la classe di rischio di un familiare (legge Bersani) non solo in caso di acquisto di una nuova auto o di altri tipo di mezzo, ma anche di rinnovo. 

Il premio assicurativo in Italia risulta essere al di sopra della media europea, per quanto, tuttavia, se già nel 2012 era sceso del 25%, nel primo semestre di quest’anno ha avuto un calo dell’1,5%. Tuttavia in alcune città italiane nel 2017 si registravano forti differenze, con premi che arrivavano ai 624 euro a Napoli contro i 299 di Aosta e di 309 a Campobasso

La proposta di legge mira a introdurre una tariffa ad hoc per tutti gli automobilisti residenti in Italia che non hanno avuto incidenti nei due anni precedenti proponendo una media tra le tre province meno care. Tuttavia, le compagnie saranno libere di applicare un rincaro fino al 20% in base alla sinistrosità della provincia, segnalando nuovamente quindi dei divari tra alcune province italiane, dal momento in cui, ad esempio, Napoli registra una frequenza del 9% di sinistrosità contro la media nazionale del 6,6%. 

Si pone tuttavia un problema economico per le compagnie assicurative, che potrebbero perdere circa due miliardi di euro da simili manovre. I timori per tanto sono che queste possano aumentare a tutti gli automobilisti, in modo indiscriminato, il premio assicurativo, oppure rifarsi ai danni dei neo-patentati o degli automobilisti incidentati

Il presidente dellUnione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha espresso le negatività e il parere dell’associazione: «Le compagnie, non potendo salire oltre il 20% rispetto alla tariffa uniforme fissata, compenserebbero i minori introiti sugli altri automobilisti, non è giusto, però, che la riduzione per chi sta a Napoli sia pagata da quelli di Aosta. Non solo si tratterebbe del solito gioco delle tre carte, ma si introdurrebbe un meccanismo di compensazione inefficiente, un riallineamento delle tariffe che, premiando le zone con più incidenti a danno di quelle con meno sinistri, peggiorerebbe l'efficienza del mercato e finirebbe per determinare uno svantaggio per i consumatori nel loro complesso, facendo innalzare, nel lungo periodo, il premio medio».

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