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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Dieta Mediterranea, Confagricoltura: nuovo riconoscimento da USA



Dagli Stati Uniti è arrivato un ulteriore riconoscimento sui benefici che la dieta mediterranea assicura ai consumatori. Lo rende noto Confagricoltura sulla base della classifica stilata dalla Us News and World Report, autorità a livello mondiale nella consulenza ai consumatori, sulla base dei pareri resi da un gruppo di esperti sanitari indipendenti che hanno esaminato 41 regimi alimentari. Seguendo la dieta mediterranea - hanno indicato gli esperti americani - è possibile aumentare la longevità e prevenire una serie di malattie croniche non trasmissibili.

«Questo ennesimo riconoscimento giunto dagli Stati Uniti - ha dichiarato il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti - conferma l'assoluta mancanza di fondamento delle indicazioni di nocività dei prodotti destinati all'alimentazione basate sul contenuto di grassi, zucchero e sale». «Mi riferisco - ha proseguito Giansanti - ai sistemi di etichettatura cosiddetti a 'semaforo' e 'nutriscore' in vigore in alcuni Stati membri dell'Unione europea. Senza dimenticare che nei mesi scorsi in seno all'Onu si è discusso, per fortuna senza esito, sul varo di politiche fiscali per dissuadere dal consumo di cibi insalubri, tra quali sarebbero rientrate alcune eccellenze del "Made in Italy» agroalimentare.

Il 16 novembre 2010, la dieta mediterranea è stata riconosciuta dall'Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità. Un vero e proprio modello alimentare salubre, con valenza nutrizionale, sociale e culturale. «Se ne dovrebbe tener conto in tutti i consessi», ha concluso il presidente della Confagricoltura. Resta comunque che il fatto che i consumatori in tutto il mondo continuano ad apprezzare in misura crescente i nostri prodotti. Alla fine dello scorso anno, l'export di settore ha superato i 41 miliardi di euro, in crescita sui livelli del 2017 pur in un contesto di contrazione della dinamica relativa agli scambi commerciali su scala mondiale.

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