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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Niente più super balzelli per il recesso, Agcom detta le nuove linee guida per le compagnie telefoniche



Il costo base di recesso o cambio operatore sarà al massimo pari a quello del canone mensile. E niente più super balzelli extra per chi lascia prima della scadenza del contratto (di solito 24 mesi).

Ci sono queste tra le novità che arrivano con le nuove regole ("linee guida") pubblicate da Agcom.

In generale si applica per la prima volta quanto previsto dal disegno di legge Concorrenza dell'anno scorso, ossia il principio che gli operatori non sono più liberi di scaricare sugli utenti tutti i costi subiti a causa della disdetta. Ma solo quelli proporzionati al valore residuo del contratto.

La prima novità riguarda in particolare la telefonia fissa, dove gli operatori tendono ad applicare un costo base di recesso (cioè applicato sempre e comunque) di 40-60 euro. Ora Agcom dice che non può essere superiore al canone (ora 20-30 euro in media). Questo è il primo sconto che ci sarà, quindi.

Un altro taglio è importante e riguarda il super balzello per chi disdice prima di 24 mesi. Agcom introduce due novità. La prima: gli operatori devono smetterla di farsi restituire tutti gli sconti goduti dagli utenti. Finora è andata così: un'offerta ha un costo ufficiale di 40 euro (per esempio), ma un canone promozionale di 20 euro per 24 mesi. Per chi disdice prima di questo periodo, c'è un super costo di uscita pari a tutti gli sconti goduti (20 euro per ogni mese pagato di contratto). Il che è contrario al buon senso e anche alla legge, perché si penalizza di più chi sta da più tempo, per cui disdire a pochi mesi dalla scadenza ha comportato un super costo agli utenti. Adesso invece gli operatori sono costretti a ridurlo proporzionalmente rispetto ai mesi restanti di contratto.

La seconda novità è l'obbligo a continuare a rateizzare, anche dopo l'uscita dell'utente, i costi di prodotti o servizi che spalmano nel canone (modem, cellulare, attivazione, intervento iniziale del tecnico...). Prima invece alcuni facevano pagare all'utente d'un colpo solo le rate residue (eccetto nei casi in cui la disdetta avveniva per cambio unilaterale del contratto e solo - per questo caso - grazie a un intervento regolatorio precedente da parte di Agcom). Inoltre, le rate di prodotti e servizi inclusi non possono comunque andare oltre i 24 mesi.

In generale, infine, Agcom richiama a una maggiore trasparenza sui costi di disdetta, ancora troppo spesso poco chiari nelle offerte. Devono quindi dire bene all'utente: «I) le spese imputate dall'operatore a fronte dei costi realmente sostenuti per provvedere alle operazioni di dismissione e trasferimento della linea; II) le spese relative alla restituzione degli sconti; III) le spese relative al pagamento in una o più soluzioni delle rate relative alla compravendita di beni e servizi offerti congiuntamente al servizio principale".

Adesso vedremo come eventualmente gli operatori adegueranno le offerte a queste nuove regole.

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