Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte.
Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate, come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione.
Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa.
Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza
La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile.
Il problema riguarda però la trasparenza. Solo 7 filiali su 70 hanno consegnato il documento informativo standard previsto per consentire al cliente di conoscere caratteristiche e costi del finanziamento e confrontare correttamente le offerte.
In diversi casi, inoltre, le condizioni sono state fornite in modo informale, anche su semplici fogli scritti a mano. La documentazione completa è spesso arrivata solo dopo la richiesta di dati personali, informazioni reddituali e documenti del cliente.
Un fattore “green” poco concreto
L’aspetto ambientale, che dovrebbe rappresentare il cuore di questo prodotto, viene spiegato raramente in modo approfondito.
In 59 rilevazioni su 70 non è stato indicato alcun requisito energetico preciso. Nella maggior parte dei casi, il vantaggio è stato presentato soprattutto come uno sconto sul tasso, sullo spread o sulle spese accessorie, senza chiarire il legame tra agevolazione e caratteristiche energetiche dell’immobile.
La sostenibilità rischia così di trasformarsi più in un elemento di comunicazione commerciale che in un criterio realmente determinante per l’accesso al finanziamento.
Quanto si risparmia? Difficile capirlo
Le banche sottolineano la convenienza economica dei mutui green, ma spesso senza fornire strumenti concreti per valutarla.
Il confronto con un mutuo tradizionale viene raramente proposto e solo in tre casi è stato indicato il vantaggio sul Tan, con riduzioni comprese tra lo 0,20%, lo 0,30% e lo 0,45%.
Ancora meno frequenti sono state le informazioni sul Taeg, l’indicatore più utile per capire il costo effettivo del finanziamento perché comprende anche spese come istruttoria, perizia e polizze.
L'indagine
L’inchiesta ha evidenziato anche pratiche già riscontrate nel mercato dei mutui tradizionali. In 26 filiali su 70 è stato indicato come necessario aprire un conto corrente presso la banca per ottenere il finanziamento, mentre in altri casi sono state presentate come obbligatorie polizze casa o vita che non lo sono.
La rilevazione è stata condotta dal 20 maggio al 20 giugno 2026 in sette città italiane, attraverso 70 verifiche tra visite in filiale e controlli online.
Lo scenario simulato prevedeva una coppia di 35-40 anni interessata all’acquisto di una prima casa in classe energetica B dal valore di 300 mila euro, con una richiesta di mutuo da 210 mila euro della durata di 30 anni.
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