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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

La rottamazione-bis riceverà automaticamente i benefici della nuova sanatoria



Taglio degli interessi e più tempo per pagare per chi ha aderito alla rottamazione bis delle cartelle, grazie al passaggio automatico alle regole previste per la rottamazione-ter. Potrà approfittarne anche chi non è in regola con i pagamenti, a patto di versare tutto entro il prossimo 7 dicembre, come previsto dal decreto fiscale in vigore da fine ottobre. A fare il punto sulle novità l'Agenzia delle entrate-riscossione che ha pubblicato un vademecum sul sito sia per informare sia, soprattutto, per convincere i più riottosi a pagare. Disponibili anche i modelli per la nuova rottamazione da presentare entro il 30 aprile 2019.

Grazie al decreto, dunque, chi ha aderito alla rottamazione-bis, relativa alle cartelle emesse dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017 bis, rientra automaticamente nei benefici previsti dalla versione ter della definizione agevolata, ossia taglio degli interessi e rate "spalmate" in cinque anni. Il tasso di interesse infatti scende dal 2% allo 0,3% all'anno, e sono previste 10 rate uguali con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno. Per usufruire di questi vantaggi non occorre alcuna domanda: sarà infatti Agenzia delle entrate-Riscossione a inviare, entro il 30 giugno prossimo 2019, una nuova comunicazione con le rate relative all'importo residuo da pagare e le nuove scadenze.

E dato che pur sempre di sanatoria si tratta, il governo ha deciso di concedere una seconda chance anche a chi non ha versato uno o più delle rate di luglio, settembre e ottobre. Basterà mettere mano al portafogli e pagare tutto entro il prossimo 7 dicembre per non perdere l'occasione di approfittare del nuovo regime. Si tratta, però, davvero di un'ultima opportunità: chi non si mette in regola, infatti, per le rate scadute non potrà comunque accedere alla rottamazione ter che partirà il prossimo anno, e l'Agenzia riprenderà le procedure per il recupero delle somme dovute.

Per effettuare il pagamento è necessario utilizzare i bollettini delle tre rate di quest'anno allegati alla comunicazione inviata a suo tempo da Agenzia delle entrate-Riscossione. Una copia è comunque disponibile nell'area riservata del portale, ma può anche essere richiesta on line, senza necessità di pin e password personali, basta inserire il codice fiscale, allegare i documenti di riconoscimento e indicare la casella e-mail dove riceverla. Per pagare sono disponibili diverse opzioni, oltre a banche, Poste, e sportelli dell'Agenzia. È infatti possibile utilizzare i servizi di pagamento offerti dal portale, l'App EquiClick, i punti Sisal e Lottomatica; i tabaccai convenzionati con Banca 5; gli sportelli bancomat abilitati ai servizi CBILL e i Postamat. Possibile anche la compensazione con i crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica amministrazione, debitamente certificati.

Per la vera e propria rottamazione-ter delle cartelle, invece, si dovrà presentare la domanda entro il 30 aprile del prossimo anno. Sarà possibile sanare le cartelle dal 2000 al 2017 senza pagare interessi e sanzioni. Sul sito dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, sono già disponibili i nuovi modelli e una guida alla compilazione nella sezione dedicata.

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