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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Arera incontra le associazioni dei consumatori, ecco tutte le proposte


Fonte: laRepubblica.it

Più trasparenza, dialogo costante e misure per combattere la povertà energetica. Le associazioni di consumatori hanno presentato le loro proposte ad Arera, l‘autorità pubblica competente su luce, gas, servizio idrico e rifiuti. Un incontro importante: è il primo, infatti, con il nuovo collegio guidato dal nuovo presidente Stefano Besseghini.

Dal Movimento Consumatori è arrivata una proposta molto condivisa anche dalle altre associazioni: quello di rendere automatico il bonus elettrico e del gas per le famiglie che ne hanno diritto. Si tratta di sconti in bolletta per i nuclei familiari più disagiati e numerosi. Oggi, infatti, solo circa un terzo degli aventi diritto ne ha usufruito. L’idea è quella di  una «assegnazione diretta alle famiglie in difficoltà economica con un controllo ex post, eliminando in maniera definitiva l’attuale farraginosa procedura» ha spiegato Ovidio Marzaioli, vicesegretario generale di MC.

Come era facile prevedere uno dei temi sul tavolo è stato il nodo degli oneri generali in bolletta. Si tratta di una serie di costi a carico degli utenti, introdotti nel corso degli anni da leggi e regolamenti, che finanziano diverse voci (la più corposa è la A3, che sostiene gli incentivi alle energie rinnovabili). Secondo il Movimento Consumatori non tutti i costi devono ricadere sul cliente finale. «Abbiamo sottolineato l’importanza di un chiarimento normativo. È il tentativo fin troppo smaccato di sottrarre le fonti di finanziamento che gravano sulla bolletta (parte degli oneri generali di sistema) per finanziare attività che nulla hanno a che vedere con l’energia». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Adiconsum: «Per contenere i costi» spiega in una nota l’associazione, la priorità dev’essere adeguare la «struttura tariffaria alla strategia energetica che il Paese si darà».

Ma negli ultimi mesi è entrata in vigore anche una delibera favorevole ai clienti finali: quella che abbassa da 5 a 2 anni la prescrizione per i conguagli di luce e gas. In pratica i gestori non potranno più pretendere che il cliente paghi più di due anni di consumi non fatturati, spesso per problemi indipendenti dalla loro volontà. Nell’incontro tra Arera e associazioni di consumatori si è parlato anche di questo.

Il tentativo delle associazioni è chiaro: improntare da subito una relazione di maggior dialogo con la nuova dirigenza di Arera. Del resto il compito che attende Besseghini è arduo: da una parte gestire l’addio al mercato tutelato (che nel frattempo è slittato al luglio 2020), dall’altra affrontare il capitolo della povertà energetica. È la stessa Adiconsum a fornire i numeri: stimando una spesa media per famiglia di 1.300 euro l’anno per il gas, 700 euro per la luce, 500 per l’acqua e 300 per i rifiuti, il bilancio viene eroso dalle utenze domestiche per un totale di 2.800 euro. «Man mano che si scende nella scala dei redditi, queste voci incidono sempre più sul bilancio familiare, arrivando, in alcuni casi, anche fino al 50%» e secondo l’associazione «le politiche e la regolazione messe in atto negli ultimi anni dall’Autorità hanno Arera».

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