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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Costi bancari: le banche tradizionali più generose di quelle online



Si riduce la forbice della convenienza tra banche online e banche tradizionali. Il comparatore online Sostariffe ha confrontato il costo dei servizi bancari più comuni tra gennaio e ottobre 2018. Il risultato è per certi versi sorprendente: gli istituti che operano solo online senza una rete di filiali sul territorio hanno aumentato le commissioni per diversi servizi. Mentre gli istituti tradizionali, che pure qualche aumento se lo sono concesso, hanno abbassato e in un caso annullato diverse voci di costo.

Nel complesso le banche "virtuali" hanno aumentato 5 voci abbassandone solo 2, mentre quelle classiche hanno rincarato 4 servizi e reso più convenienti altri 4. Ma a quanto ammontano i rincari? In media quelli delle banche online sfiorano il 30%, mentre quelli delle banche tradizionali non arrivano al 7%.

Le banche online hanno reso ancora meno convenienti le operazioni allo sportello. Una politica comprensibile per degli istituti che fanno della dematerializzazione una bandiera: i movimenti allo sportello sono aumentati in media del 12,36%, la "gabella" per il prelievo di contante allo sportello è quasi raddoppiata (+48%), passando da 1,77 a 2,62 euro; +60% per chi versa contanti o assegni (operazione che ora in media costa 88 centesimi). Più cari anche i prelievi in Atm di altre banche (19%) e ritoccati i canoni annuali delle carte di credito (+5.40%).

Come detto, neanche gli istituti di credito tradizionali sono immuni ai rialzi che, però, sono più contenuti. Il più corposo è quello che riguarda i bonifici allo sportello, che in media passano da 3,91 a 4,34 euro (+11%). Per il resto sono aumenti piuttosto leggeri: il canone annuo passa da 27,47 a 28,80 euro (+4,84%) così come il canone per la carta di credito (da 37,50 a 39,87, +6,32%) e il prelievo in Atm di altre banche da 1,54 a 1,61 euro (+4,55%).

Di contro le banche online hanno ormai quasi azzerato anche i costi per un assegno singolo (da 5 a 3 centesimi) e hanno portato il costo dei bonifici allo sportello da 2,55 a 2,27 euro (-10,98%). Sono però le uniche due concessioni fatte in favore della clientela. Più generose, stavolta, le banche tradizionali che hanno azzerato i costi per accreditare lo stipendio (da 3 euro di media), quelli per prelevare contante allo sportello (1,04 euro contro 1,32 euro di prima, pari al -21%). Scendono anche il canone annuo per la carta di debito (-18%, ora costa in media 2,25 euro) e il costo per il prelievo da paesi Ue (da 1,54 a 1,36 euro a operazione).

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