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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Quali sono le spese sanitarie detraibili?




Spese sanitarie, la detrazione Irpef più gettonata in assoluto. Ma non tutti sanno che oltre a farmaci, analisi e radiografie, visite mediche, interventi chirurgici e prestazioni del personale sanitario, è possibile avere lo sconto sulle tasse anche per l'acquisto di un gran numero di prodotti sanitari di uso comune. Agevolazione riconosciuta anche quando sono acquistati nei supermercati. Proprio a questi prodotti è dedicata ora una sezione ad hoc della nuova Guida dell'Agenzia delle entrate, che fa il punto sulle spese sanitarie.

Con l'avvio della dichiarazione precompilata, già da due anni è stato previsto l'obbligo per medici, farmacie, strutture sanitarie, laboratori di analisi e di indagini mediche, di comunicare all'Agenzia delle entrate i dati delle prestazioni erogate che danno diritto alla detrazione del 19%. Quest'anno sono ben 720 milioni di dati raccolti e inseriti nelle dichiarazioni, ma l'obbligo di comunicazione riguarda solo il circuito sanitario, per cui restano fuori tutti gli acquisti di articoli che fanno parte della categoria dei dispositivi medici, ossia strumenti, apparecchi, impianti, sostanze, software o altro destinati ad essere impiegati a scopo di diagnosi, prevenzione, controllo o terapia, che rientrano nei parametri previsti dal Ministero della salute. La detrazione per questi articoli, però, è prevista comunque in quanto rientrano a pieno titolo tra le spese sanitarie. Per risparmiare sulle tasse basta che rientrino nell'elenco del Ministero della salute.



Quello dei dispositivi medici è un settore molto ampio, e per questo la stessa Agenzia delle entrate, con la circolare 20/2011, ha messo a punto una lista che comprende tra l'altro: tutti i tipi di occhiali da vista, lenti a contatto correttive e relative soluzioni, cerotti, bende, garze, siringhe, termometri, apparecchi per aerosol e misuratori di pressione, kit per le analisi, strisce reattive, contenitori per i campioni, test di ovulazione e di gravidanza, tutori, ginocchiere, cavigliere, ma anche strumenti per la magnetoterapia, materassi ortopedici e materassi antidecubito, pannoloni per incontinenza e adesivi per dentiere. La detrazione è riconosciuta quando sono acquistati in qualunque tipo di esercizio commerciale, e anche on line. L'unico requisito è che si tratti di prodotti che rispondono alle disposizioni del Ministero (la banca dati dei dispositivi è on line sul sito), mentre non occorre alcuna prescrizione del medico.

Per l'agevolazione servono scontrino o fattura da cui risultino i dati fiscali di chi sostiene la spesa, la dicitura “dispositivo medico”, e la documentazione dalla quale risulti che il prodotto acquistato ha la marcatura “CE”. Si può trattare di confezione, scheda illustrativa, attestazione del produttore o indicazione da parte del venditore. Quando il prodotto non rientra nell’elenco deella circolare 20/2011, la documentazione deve contenere invece l’indicazione delle direttive europee di settore (93/42/CEE, 90/385/CEE e 98/79/CE). Quindi per gli acquisti al di fuori dei circuiti sanitari è sempre necessario richiedere la fattura con tutti i dati indicati. Se invece la fattura, ad esempio in caso di acquisti on line, riporta i codici "AD" o "PI", significa che sarà trasmessa direttamente dal venditore all'Anagrafe tributaria, per cui le ulteriori indicazioni non sono necessarie. 

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