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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Come farsi risarcire per incidenti auto all'estero


Siamo partiti con la nostra auto per le vacanze. Ma sulla strada, all’estero, un altro veicolo ci tampona. Come ottenere il risarcimento? Se l’incidente è avvenuto in un paese del See, il Sistema economico europeo (che comprende gli Stati membri dell’Unione europea più Liechtenstein, Islanda e Norvegia), in Svizzera, o in uno Stato che accetta la Carta verde, il sinistro si può benissimo gestire una volta tornati in Italia, attenendosi alla procedura europea recepita in Italia nel 2003.

Cos'è la Carta verde? Si tratta di un certificato internazionale di assicurazione che consente alla nostra auto di circolare in paesi esteri se si è in regola con l’obbligo dell’assicurazione Rca dello Stato che si sta visitando. Se ne siamo sprovvisti, una volta giunti alla frontiera del Paese che intendiamo visitare, possiamo acquistare una polizza temporanea, che tuttavia è molto più costosa. La Carta verde non è necessaria per circolare nei paesi del See, in cui vige il principio di libera circolazione, e in Svizzera.

Gli italiani devono procurarsela (è bene farlo prima della partenza, richiedendola alla propria compagnia assicurativa) per guidare in una serie di nazioni (Albania, Andorra, Azerbaijan, Bielorussia, Bosnia e Erzegovina, Iran, Israele, Macedonia, Marocco, Moldavia, Russia, Montenegro, Tunisia, Turchia, Ucraina, Russia). La carta verde è rilasciata dal proprio ufficio nazionale competente, il cosiddetto Bureau del paese d’immatricolazione del veicolo. In Italia è l'Uci, l’Ufficio centrale italiano con sede a Milano.

La normativa europea, recepita in Italia nel 2003 con il D.Lgs.190/03 stabilisce che, se durante un viaggio all'estero in uno dei paesi del sistema carta verde, ci si trovi coinvolti in un incidente stradale, si possa chiedere il risarcimento danni all’assicurazione estera del responsabile del sinistro. A patto che entrambi i mezzi coinvolti siano immatricolati e assicurati in uno stato dello Spazio Economico Europeo. Oltre all’assicurazione, è possibile anche rivolgersi al rappresentante in Italia della compagnia straniera, il cosiddetto mandatario. Le compagnie, infatti, per legge sono tenute a nominarne uno in ogni Stato del See diverso da quello in cui hanno la propria sede legale. Ecco come comportarsi in caso di sinistro.

La constatazione amichevole. La prima cosa da fare, subito dopo l’incidente, è annotare i dati identificativi del mezzo che ci è venuto addosso (soprattutto il numero di targa) e possibilmente scattare una foto che attesti il danno subìto. Poi procedere con la con la compilazione del modulo blu di constatazione amichevole, controllando la corrispondenza tra i campi del nostro modulo e quello del guidatore straniero che ci ha tamponato.

Al nostro ritorno in Italia, per conoscere il nome dell’impresa assicuratrice estera e del mandatario con cui prendere contatti, possiamo rivolgerci al Centro d’informazione italiano della Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici Spa), attraverso il Portale unico che consente l’invio telematico della richiesta. In alternativa possiamo contattare la Consap utilizzando l’apposito modello A da inviare tramite posta elettronica all'indirizzo richieste.centro@consap.it o Pec a centroinformazioni@pec.consap.it, indicando in modo chiaro: la nazione in cui è accaduto il sinistro, data, targa del veicolo responsabile del sinistro e Stato di immatricolazione della vettura responsabile.

Consap raccoglierà le informazioni necessarie dal Centro d’informazione estero competente e ci risponderà, indicandoci il nome del mandatario cui dovremo rivolgerci ai fini della gestione e liquidazione del sinistro. A quel punto si potranno prendere contatti diretti con il mandatario, con il quale trattare il risarcimento. Una volta ricevuta la richiesta di risarcimento, il referente estero avvierà la procedura ed entro tre mesi ci dovrà comunicare l’offerta di risarcimento o i motivi per i quali ritiene di non doverci risarcire.

Qualora l’assicurazione o il mandatario non formulino una risposta motivata alla richiesta di risarcimento entro tre mesi, o l’assicuratore estero non abbia nominato un proprio mandatario in Italia, o il veicolo non sia stato identificato o non risulti assicurato, il danneggiato può presentare domanda di risarcimento all’Organismo di indennizzo italiano della Consap. Nell’istanza vanno indicate: data, ora e nazione in cui si è verificato il sinistro, targa del veicolo responsabile, Stato in cui quest’ultimo è stato immatricolato e copia del documento del danneggiato e del richiedente, se è una persona distinta dal danneggiato.

La situazione è in parte diversa se l’incidente avviene in Svizzera o se la colpa è di un veicolo immatricolato e assicurato in questo paese. La Confederazione elvetica, infatti, non aderisce al See. Grazie a un accordo italo-svizzero è comunque possibile rivolgersi al Centro di informazione per conoscere il nominativo del mandatario in Italia dell'impresa di assicurazione elvetica, ma non abbiamo la certezza che ci risponda. In questo caso la nomina del mandatario da parte della compagnia è facoltativa, né sussiste alcun obbligo per il mandatario in Italia, qualora ci fosse, di fornire una risposta motivata entro tre mesi dalla ricezione della richiesta di risarcimento, né è possibile rivolgersi all'Organismo di indennizzo in mancanza di risposta motivata. Dovremo dunque contattare da soli la compagnia assicurativa.

Paesi extra See. Se infine siamo stati tamponati da un veicolo non immatricolato in un paese dello Spazio Economico Europeo, non possiamo ricorrere a questa procedura e perciò dovremo inviare la richiesta di risarcimento all’impresa assicurativa del veicolo estero responsabile o al Bureau del Paese in cui si è verificato l’incidente, come indicato dalla Carta verde, se è immatricolato in uno Stato diverso rispetto alla nazione in cui è accaduto il sinistro.

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