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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Truffe online, attenzione a WhatsApp e alle «false banche»



Le truffe ci rincorrono. Anche sullo smartphone. E non sorprende che uno dei canali più utilizzati dai malintenzionati sia Whatsapp, l'app più usata dagli italiani.

L'ultima trovata si sta diffondendo in questi giorni: un messaggio da una sedicente banca Unicredit ci chiede di aggiornare i dati del nostro conto corrente per «non incorrere in una immediata chiusura per problemi burocratici».

La grafica della pagina web in cui si va a finire somiglia molto a quella del sito di Unicredit e questo, agli occhi degli utenti meno esperti, è sufficiente per fidarsi. Su questo sito viene chiesto di immettere le credenziali del proprio servizio di e-banking e il gioco è fatto: la vittima ha appena consegnato al proprio truffatore i dati per effettuare bonifici in uscita e farsi svuotare il conto.

Il primo consiglio per evitare questi raggiri è quello di ricordare, sempre, che la propria banca non manda messaggi via Whatsapp, e di certo non per mandarci comunicazioni così importanti. I mezzi utilizzati sono sempre la lettera cartacea, la telefonata o l'invito a presentarsi in filiale. «UniCredit non chiede mai via messaggio o via mail ai propri utenti di inviare password o altre informazioni personali di identificazione» ha spiegato l'istituto di credito in una nota ufficiale, chiarendo come non ci siano stati impatti economici per i propri correntisti vittime del raggiro. Quasi sempre, infatti, dopo aver carpito i dati di accesso dell'home banking i truffatori fanno partire bonifici quantomeno sospetti, verso l'estero e per importi molto consistenti. Queste operazioni fanno insospettire le banche, che telefonano sempre al cliente chiedendogli conferma. Chi pensa di essere rimasto vittima del tranello può chiamare il numero verde gratuito di Unicredit 800 57 57 57 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 14.

Diffidate sempre anche di lettere scritte in modo impreciso e con un linguaggio vago. Nessuna banca seria vi parlerà mai di «problemi burocratici» senza spiegare in cosa consistano, di preciso, questi problemi.

Il caso di Unicredit è solo l'ultimo di una lunga serie. Nei mesi scorsi, sempre su Whatsapp, era circolata la balla secondo la quale Ikea regalava un buono da 500 euro: le vittime dovevano partecipare a un banale sondaggio e poi lasciare il proprio indirizzo mail, che veniva usato per inviare massicce dosi di spam e tentativi di phishing. Ma via chat possono anche arrivare istigazioni rischiose: nel febbraio scorso una catena di Sant'Antonio invitava a non pagare la bolletta della luce.

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