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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Truffe online, attenzione a WhatsApp e alle «false banche»



Le truffe ci rincorrono. Anche sullo smartphone. E non sorprende che uno dei canali più utilizzati dai malintenzionati sia Whatsapp, l'app più usata dagli italiani.

L'ultima trovata si sta diffondendo in questi giorni: un messaggio da una sedicente banca Unicredit ci chiede di aggiornare i dati del nostro conto corrente per «non incorrere in una immediata chiusura per problemi burocratici».

La grafica della pagina web in cui si va a finire somiglia molto a quella del sito di Unicredit e questo, agli occhi degli utenti meno esperti, è sufficiente per fidarsi. Su questo sito viene chiesto di immettere le credenziali del proprio servizio di e-banking e il gioco è fatto: la vittima ha appena consegnato al proprio truffatore i dati per effettuare bonifici in uscita e farsi svuotare il conto.

Il primo consiglio per evitare questi raggiri è quello di ricordare, sempre, che la propria banca non manda messaggi via Whatsapp, e di certo non per mandarci comunicazioni così importanti. I mezzi utilizzati sono sempre la lettera cartacea, la telefonata o l'invito a presentarsi in filiale. «UniCredit non chiede mai via messaggio o via mail ai propri utenti di inviare password o altre informazioni personali di identificazione» ha spiegato l'istituto di credito in una nota ufficiale, chiarendo come non ci siano stati impatti economici per i propri correntisti vittime del raggiro. Quasi sempre, infatti, dopo aver carpito i dati di accesso dell'home banking i truffatori fanno partire bonifici quantomeno sospetti, verso l'estero e per importi molto consistenti. Queste operazioni fanno insospettire le banche, che telefonano sempre al cliente chiedendogli conferma. Chi pensa di essere rimasto vittima del tranello può chiamare il numero verde gratuito di Unicredit 800 57 57 57 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 14.

Diffidate sempre anche di lettere scritte in modo impreciso e con un linguaggio vago. Nessuna banca seria vi parlerà mai di «problemi burocratici» senza spiegare in cosa consistano, di preciso, questi problemi.

Il caso di Unicredit è solo l'ultimo di una lunga serie. Nei mesi scorsi, sempre su Whatsapp, era circolata la balla secondo la quale Ikea regalava un buono da 500 euro: le vittime dovevano partecipare a un banale sondaggio e poi lasciare il proprio indirizzo mail, che veniva usato per inviare massicce dosi di spam e tentativi di phishing. Ma via chat possono anche arrivare istigazioni rischiose: nel febbraio scorso una catena di Sant'Antonio invitava a non pagare la bolletta della luce.

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