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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Almeno 20 giorni fra uno sciopero e l'altro, la Commissione di garanzia a salvaguardia dei diritti degli utenti


Fonte: Ansa
Addio scioperi a raffica di metro e bus. Molto presto la "tregua" tra un'agitazione e l'altra dovrà essere di almeno 20 giorni e gli utenti dovranno essere informati sui rischi che corrono realmente di non riuscire a prendere i mezzi pubblici in caso di stop. Sono le principali novità che la Commissione di garanzia sullo sciopero ha introdotto all'accordo raggiunto, dopo 16 anni di mancate intese, da associazioni datoriali del trasporto pubblico e sindacati. Il Garante Giuseppe Santoro Passerelli spiega che «l'obiettivo è porre un limite al fenomeno degli scioperi a rotazione», ma i sindacati insorgono sia per le modalità con cui è stata presa la decisione che per il suo contenuto. Il nuovo regolamento, definito "provvisorio" ma che resta in vigore fino a successivo ed eventuale accordo tra le parti, è in corso di emanazione ma si basa su una delibera di marzo della stessa Commissione dalla quale è possibile ricavare le parti salienti. È proprio scorrendo la delibera che si evince come sia stata la stessa Commissione a invitare le parti a sedersi attorno a un tavolo per concordare una nuova disciplina vista la «sempre maggiore frammentazione sindacale che ha comportato un incremento significativo delle azioni di sciopero».
Dopo molti mesi di discussione le parti sono finalmente arrivate a un accordo, nel complesso accolto dalla Commissione, che però ha deciso di inserire anche alcuni importanti elementi di novità. La prima è proprio quella del raddoppio dell'intervallo tra un'agitazione e l'altra, portato da 10 a 20 giorni per garantire "i diritti degli utenti" e «riequilibrare l'eccessiva compromissione del godimento dei diritto dei cittadini alla libertà di circolazione». Una novità, questa, che non potrà che ridurre il numero di agitazioni, come ha spiegato Santoro in un'intervista al Messaggero: «Si asciugherà - ha spiegato - il fenomeno delle agitazioni che quasi sempre vengono indette da sindacati con pochi iscritti». La nuova norma, attacca però Antonio Piras (Fit-Cisl), potrebbe rivelarsi un boomerang: «Non agisce sulle cause dei problemi ma sugli », «non dimezzerà gli scioperi ma inasprirà il conflitto. Molto probabilmente il sentimento di disagio che scaturirà fra i lavoratori del settore farà nascere ancora nuovi sindacati». Critiche arrivano anche da Cgil e Filt, secondo cui è stata scelta la strada «censura e dell'imposizione» e che non si può pensare che «un semplice calcolo ragionieristico possa mettere freno ad un complicato argomento di discipline giuridiche e costituzionali». La seconda novità è quella relativa alle informazioni che le aziende coinvolte in uno sciopero dovranno dare agli utenti: in particolare, dovranno fornire i dati sull'adesione alle ultime agitazioni delle sigle sindacali che hanno indetto lo stop, per far capire quali reali rischi i cittadini corrano di non riuscire a prendere il bus o la metro.

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