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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

A rischio i rimborsi di Alitalia precedenti al 2 maggio 2017


Fonte: Repubblica


Alitalia vi ha cancellato un volo prima del 2 maggio 2017? Per il rimborso bisognerà aspettare parecchio. E il buon esito non è scontato. Chiunque vanti un credito con la compagnia aerea precedente a quella data avrebbe dovuto insinuarsi al passivo entro lo scorso 11 dicembre, seguendo la procedura stabilita dalla legge Marzano. C’è, comunque, ancora la possibilità di farlo con una “domanda tardiva”. Perché dallo scorso 2 maggio Alitalia è in amministrazione controllata. Tutte le richieste di rimborso successive a quella data vengono invece gestite normalmente.

Sono diversi i viaggiatori rimasti impigliati in questa trappola burocratica. Uno di questi è il nostro lettore Francesco Maria G., al quale Alitalia ha cancellato il volo Roma-Reggio Calabria previsto per il 28 aprile: quattro giorni prima che la società entrasse nel regime di amministrazione straordinaria. Tra rassicurazioni da parte degli operatori del call center, incertezze e temporeggiamenti il lettore non era stato informato da Alitalia del fatto che il rimborso non sarebbe mai arrivato senza insinuazione al passivo.

Dalla compagnia aerea fanno sapere che il call center di Alitalia fornisce risposte molto chiare ai clienti che rivolgono domande simili: i rimborsi precedenti al 2 maggio sono stati dirottati su un altro binario. Lo stesso destino riguarda persino le richieste autorizzate ma non liquidate.

Per richiedere il rimborso bisogna registrarsi al sito creato ad hoc da Alitalia (qui le istruzioni per farlo) e aspettare. 


Molti dipendenti della compagnia aerea hanno dovuto seguire la stessa procedura, ad esempio per farsi riconoscere missioni o tredicesime non riscosse.

Che succede se, prima di prenotare il volo poi cancellato, il viaggiatore aveva già cambiato la data del viaggio per motivi personali, pagando una penale di 35 euro a volo? In questo caso il rimborso riguarda solo la tariffa e le tasse. Inutile, quindi, chiedere la restituzione delle penali: quel denaro non verrà restituito.

Ma quante speranze ci sono che i viaggiatori rimasti a terra riescano a farsi restituire il denaro? “Generalmente è molto difficile che questi creditori, detti chirografari, riescano a ottenere qualcosa. Ammesso che il curatore riesca a liquidare l’attivo societario, ci sono prima dei creditori privilegiati, ad esempio i dipendenti. In questo caso i consumatori arrivano per ultimi, quando il denaro è esaurito o ormai scarso” spiega Domenico Romito, coordinatore di Avvocati dei consumatori.

Nel caso specifico di Alitalia molto dipende da chi la comprerà. Nei mesi scorsi si sono fatti avanti diversi gruppi anche se non tutti sono interessati all’acquisto dell’intero pacchetto  ma di singoli rami d’azienda. Con l’insediamento del nuovo Governo, il dialogo potrebbe ripartire.

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