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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

La tutela dei consumatori parte da una corretta pubblicità. Il caso dei pannolini Nappynat





Fonte: Huffington Post


Quella contro la pubblicità ingannevole è una battaglia che combattiamo ogni giorno nei corridoi dei nostri supermercati. Come avvocato e come madre, ho dovuto imparare a fare i conti con pratiche scorrette finalizzate a trarre in inganno i consumatori per condizionarne le scelte economiche. Se, talvolta, le esagerazioni pubblicitarie sono espedienti perlopiù innocui per attirare l'attenzione degli utenti, non mancano gli esempi in cui le scelte del marketing ci espongono a rischi concreti o a scelte contrarie ai nostri convincimenti.
A questo proposito fa riflettere il provvedimento con cui l'Agcm (Agenzia garante per la concorrenza e il mercato) ha multato Nappynat, nota marca di pannolini, per pubblicità ingannevole (provvedimento PS10389 – OLIVE ITALIA - PANNOLINI NAPPYNAT) a norma del Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contrattiviolazione del divieto di discriminazioni, clausole vessatorie (G.U. del 23 aprile 2015, n. 94). L'autorità indipendente presieduta da Giovanni Pitruzzella, infatti, ha sanzionato l'utilizzo di claims pubblicitari quali "biodegradabili" e "100% naturali", riferiti ai pannolini Nappynat, perchè non corrispondevano assolutamente alla realtà dei fatti. L'azienda in questione, dunque, avrebbe fatto un uso strumentale dell'accresciuta sensibilità dei consumatori nei confronti della tutela dell'ambiente, vendendo come biodegradabile un prodotto che non lo era col paradosso che le mamme che compravano pannolini "biodegradabili" Nappynat ritenendoli un'opzione ecosostenibile avranno anche smaltito in modo errato i pannolini usati. L'autorità, nel suo provvedimento, ha sottolineato come la società produttrice, Olive Italia s.r.l., non sia stata in grado di produrre la documentazione tecnica e di certificazione relativa alla normativa in materia di compostabilità del prodotto.
Ad aggravare la situazione emerge, inoltre, la circostanza che il prodotto, definito "100% naturale", riportava nella composizione materie plastiche, confortando i dubbi sull'affidabilità del marchio. Per tutte le circostanze sopra riportate, l'Agcm ha quindi deliberato prima "che la pratica commerciale descritta al punto II del presente provvedimento, posta in essere dalla società Olive S.r.l., costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, commi 2, 21, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo, e ne vieta la diffusione o continuazione". E poi ha irrogato "alla società Olive S.r.l. una sanzione amministrativa pecuniaria di 35.000 € (trentacinquemila euro)".
Questi episodi, per quanto allarmanti contengono una buona notizia: le istituzioni ci sono e l'Agcm con il suo intervento severo - il divieto di diffusione e continuazione della pratica commerciale scorretta - lo ha dimostrato. A sostegno dell'azione delle istituzioni, tuttavia, ci sono piccoli accorgimenti che ciascuno di noi può utilizzare per contrastare comportamenti scorretti. Il primo è la classica "regola aurea" dell'età del consumismo: "leggere attentamente le etichette". Questa precauzione, che potrebbe suonare ridondante, è la nostra prima arma contro la pubblicità ingannevole: molto spesso, infatti, l'inganno può emergere già leggendo attentamente l'etichetta.


L'altro strumento a cui bisogna fare ricorso con maggior decisione è il potere di segnalazione che ogni cittadino può esercitare per denunciare pubblicità ingannevoli, invitando l'Agcm (attraverso il suo sito internet) ad avviare un'indagine. Grazie a queste buone pratiche si potrà creare un vero e proprio sistema che ripulisca "dal basso" il commercio da pratiche commerciali scorrette e che renda il consumatore non più recettore passivo della pubblicità, ma sentinella che vigili attivamente sulla salute e sul benessere di tutti.

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