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C ontinua la tendenza all’aumento dei costi per chi utilizza lo sportello e non ha accesso a sconti e promozioni legate all’età o al patrimonio (giacenza e investimenti) . Invece, i conti online restano mediamente più economici soprattutto per i giovani. Restano a zero le remunerazioni dei conti correnti, mentre aumenta il costo del denaro, perché il tasso su scoperti di conto e fidi è aumentato. La strategia è chiara: spingere i clienti verso il digitale e l’automazione dei servizi, penalizzandoli quando vanno allo sportello . Conti tradizionali, Bper e Unicredit aumentano le commissioni L'analisi dei conti tradizionali e fisici rivela una leggera tendenza al rialzo per tutti i profili considerati : un aumento del costo medio da 0,35% (famiglie) a 0,49% (pensionati). Le banche continuano a disincentivare l'uso della filiale fisica tramite ritocchi tariffari e l'applicazione di oneri accessori significativi per le operazioni eseguite tramite operatore umano. Da gennaio ad ...

Viaggiare in autostrada costa di più: l’impatto reale dei rincari 2026


                          Nuovi pedaggi autostradali in arrivo: cosa cambia nel 2026 |  Assicurazione.it

Dal 1° gennaio 2026 sono scattati i nuovi adeguamenti dei pedaggi autostradali, allineati all’inflazione programmata. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato un incremento medio dell’1,5%, ma l’analisi condotta su 38 tratte rilevanti della rete italiana restituisce un quadro più sfumato, fatto di aumenti disomogenei e differenze territoriali significative.

Aumenti contenuti ma pedaggi già alti

Nel complesso, il rincaro medio effettivamente riscontrato si attesta intorno all’1,1%. Un valore che può sembrare moderato, ma che va contestualizzato: i pedaggi italiani partono già da livelli elevati e l’autostrada rappresenta una scelta obbligata per una larga fascia di utenti, in particolare pendolari e lavoratori.

Nella maggioranza dei casi, l’aumento si traduce in pochi centesimi in più per singola percorrenza, generalmente tra 10 e 20 centesimi. È quanto accade su tratte molto frequentate del Nord Italia, come Dalmine–Milano Est, Bergamo–Milano Est o Trento Nord–Bolzano Sud, dove gli incrementi percentuali superano anche il 2%. Percentuali simili si registrano sulla Agrate Brianza–Milano (A4), ma qui il dato va interpretato con attenzione: su tratte molto brevi, anche un aumento minimo produce variazioni percentuali elevate, senza incidere in modo rilevante sul costo assoluto del singolo viaggio.

L'effetto sui pendolari

Il nodo centrale, però, non è il singolo transito, bensì la ripetizione quotidiana. Per chi utilizza l’autostrada ogni giorno, anche pochi centesimi in più diventano, nel corso dell’anno, una spesa aggiuntiva tutt’altro che trascurabile. Pendolari, lavoratori autonomi e piccoli operatori economici si trovano spesso a non avere alternative valide, soprattutto lungo direttrici extraurbane dove il trasporto pubblico risulta inefficiente o assente.

Un'analisi chilometrica

Per valutare in modo più oggettivo il peso dei pedaggi, Altroconsumo utilizza un indicatore comparabile: il costo ogni 100 chilometri percorsi. Questo parametro consente di mettere a confronto tratte di diversa lunghezza e di evidenziare le situazioni più critiche. Emergono così alcuni casi emblematici: la Novara Est–Milano Ghisolfa supera i 14 euro ogni 100 km, mentre la Torino Rondissone–Novara Ovest si avvicina alla stessa soglia. Valori superiori ai 10 euro ogni 100 km sono diffusi anche in diverse tratte del Lazio, della Campania e lungo l’asse adriatico.

Questi livelli collocano molte autostrade italiane tra le più costose, indipendentemente dagli aumenti entrati in vigore nel 2026. Non va inoltre dimenticato che circa un terzo delle tratte analizzate non ha subito alcun rincaro. Succede in alcune aree del Nord-Ovest, nel Centro Italia e soprattutto in Sicilia, dove persistono collegamenti gratuiti.

Il risultato è un sistema tariffario frammentato, caratterizzato da forti squilibri territoriali che non sempre trovano una giustificazione nella qualità dell’infrastruttura o nei servizi offerti. Un tema che merita attenzione, soprattutto in un contesto in cui la mobilità resta una voce di spesa centrale per milioni di cittadini.


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