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Carburanti, arriva il tetto ai prezzi: quanto si risparmia davvero sul pieno

 


Benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 nelle stazioni Eni ed Enilive, mentre anche Ip ha avviato i ribassi e Q8 si prepara a intervenire. Per gli automobilisti il risparmio può avvicinarsi ai 9 euro su un pieno da 50 litri, ma il prezzo calmierato non riguarda ancora tutta la rete italiana.

Fare il pieno torna a costare qualcosa in meno, almeno per chi sceglie uno dei distributori che hanno aderito al tetto sui prezzi dei carburanti. Dopo settimane di rincari, l’iniziativa partita dalla rete Eni ed Enilive ha portato la benzina self service a un massimo di 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro. Alla misura si è affiancata Ip, mentre Q8 ha annunciato un proprio intervento a partire dal 1° ottobre.

La risposta degli automobilisti non si è fatta attendere. In diverse città, da Roma a Napoli, sono state segnalate code alle pompe e, in alcuni casi, l’esaurimento temporaneo delle scorte. Ma al di là delle immagini dei distributori affollati, la domanda che interessa soprattutto le famiglie è un’altra: quanto cambia davvero il costo di un pieno?

Quanto si può risparmiare con il nuovo tetto

I primi numeri consentono di fare un confronto abbastanza immediato.

Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy riportati il 29 settembre, il prezzo medio nazionale sulla rete stradale era sceso a 2,152 euro al litro per la benzina e 2,369 euro per il gasolio. Si tratta di valori ancora superiori ai tetti applicati da Eni.

Prendendo come riferimento un pieno da 50 litri, con la benzina al prezzo medio nazionale si spendono circa 107,60 euro. A 1,99 euro al litro la spesa scende invece a 99,50 euro, con un risparmio di poco superiore agli 8 euro.

Ancora leggermente maggiore la differenza sul diesel: 50 litri al prezzo medio di 2,369 euro costano circa 118,45 euro, mentre con un prezzo di 2,19 euro la spesa scende a 109,50 euro. In questo caso il vantaggio si avvicina ai 9 euro per un pieno.

Per chi percorre molti chilometri ogni mese, dunque, la differenza può diventare significativa. Va però ricordato che il tetto Eni riguarda il rifornimento self service e che le condizioni possono cambiare nel caso del servito.

Non tutti i distributori applicano gli stessi prezzi

Il secondo elemento da tenere presente è che il tetto non equivale a un nuovo prezzo nazionale della benzina.

Nella prima fase, gli interventi di Eni ed Enilive e i ribassi avviati da Ip hanno coinvolto circa 4.100 stazioni di servizio sulle circa 20 mila presenti in Italia. Ip ha inizialmente applicato i prezzi calmierati a circa 300 impianti della propria rete, con l’intenzione di allargare progressivamente l’iniziativa.

Il quadro è inoltre in continua evoluzione. Q8 ha annunciato il 29 settembre che introdurrà a sua volta un tetto ai prezzi per un mese dal 1° ottobre, senza comunicare nell’immediato l’esatto livello massimo che verrà applicato.

Per il consumatore, quindi, diventa ancora più importante confrontare i prezzi prima di rifornirsi. Lo stesso marchio non garantisce necessariamente in ogni momento la medesima convenienza e alcune pompe indipendenti possono proporre prezzi persino inferiori a quelli fissati dalle grandi compagnie. In Veneto, per esempio, è stato segnalato il caso di un distributore indipendente con quotazioni più basse rispetto al tetto Eni.

Perché i distributori indipendenti sono preoccupati

Il ribasso è certamente positivo dal punto di vista di chi deve mettere carburante nell’auto, ma sta aprendo un secondo problema: quello della concorrenza tra le stazioni di servizio.

I piccoli operatori acquistano infatti benzina e gasolio sul mercato all’ingrosso e possono avere meno possibilità rispetto alle grandi compagnie di assorbire una riduzione consistente del prezzo finale. Assopetroli-Assoenergia ha quindi chiesto che il confronto si sposti anche sui prezzi all’ingrosso, in modo da consentire agli operatori indipendenti di proporre condizioni analoghe senza compromettere la propria sostenibilità economica.

È questo il nodo che potrebbe determinare l’efficacia della misura nelle prossime settimane. Se altri grandi operatori aderiranno e se i ribassi finiranno per estendersi anche al resto della rete, la pressione competitiva potrebbe spingere ulteriormente verso il basso i prezzi medi nazionali. Per ora, però, il calo registrato sui valori medi rimane limitato.

Per chi guida, la strategia più conveniente resta quindi semplice: non fermarsi al primo distributore, controllare il prezzo del self service e confrontare gli impianti nella propria zona. Con differenze che possono superare i 15 centesimi al litro, scegliere dove fare rifornimento può significare lasciare nel portafoglio diversi euro a ogni pieno.

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