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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Pannolini Nappynat? Pubblicità ingannevole!




Pannolini contrassegnati da una pubblicità ingannevole. Ne danno conto i "colleghi" del sito Consumerismo.it rendendo nota la sentenza dell'Antitrust, pubblicata sul bollettino n. 47 del 2 gennaio 2017, il n. 2629887 (PS10389 – OLIVE ITALIA-PANNOLINI NAPPYNAT), che ha condannato la nota azienda produttrice di pannolini e prodotti per bambini Nappynat per pubblicità ingannevole.

"Ci è stato segnalato da alcuni consumatori il provvedimento dell’Antitrust pubblicato sul bollettino n. 47 del 2 gennaio 2017, il n. 2629887 (PS10389 – OLIVE ITALIA-PANNOLINI NAPPYNAT).
Il procedimento era stato avviato per esaminare il comportamento “consistente nell’aver diffuso, attraverso le confezioni dei prodotti ed i siti internet www.nappynat.com/it e www.nappynat.it, messaggi pubblicitari volti a promuovere i pannolini per bambini con marchio “Nappynat” attribuendo agli stessi caratteristiche di ecocompatibilità, quali la biodegradabilità, la compostabilità, la batteriostaticità e l’origine naturale delle materie prime impiegate che non sarebbero riconducibili a tali prodotti. In particolare, sulla confezione del prodotto sono riportati i claims “Compostabili e Naturali”, “Biodegradabili”, unitamente ad affermazioni quali: “Prodotto con materie prime di origine vegetale”, “Contrasta naturalmente l’irritazione cutanea” con accanto la specifica “Batteriostatico naturale”. Anche la versione della confezione rivista nella grafica utilizzata a far data dal 2 febbraio 2016 veicola messaggi pubblicitari di analogo contenuto utilizzando indicazioni quali“100% naturali”, “Batteriostatici”, “Compostabili e Biodegradabili”.
E’ interessante tale intervento dell’Autorità perché attiene “alla delicata tematica dei c.d. claims ambientali o verdi (detti anche green claims o enviromental claims) e, in generale, dei c.d. strumenti di green marketing, diretti a suggerire o anche solo a evocare il minore o ridotto impatto ambientale del prodotto o servizio offerto che sono sempre più un importante strumento pubblicitario in grado di orientare significativamente le scelte di acquisto dei consumatori, sfruttando la loro accresciuta sensibilità verso le problematiche ambientali.”
L’Autorità rileva che “per tale caratteristica dei claims c.d. verdi, deve ritenersi che sia onere informativo minimo a carico dei professionisti che intendono utilizzare tali vanti nelle proprie politiche di marketing, quello di presentarli in modo chiaro, specifico, accurato e inequivocabile”.
Al termine del procedimento l’AGCM ha ritenuto che “Nelle comunicazioni promozionali, infatti, i pannolini sono presentati come “naturali” (“100% naturali”, recita la pubblicità) e “prodotti con materie prime di origine vegetale”. L’affermazione pubblicitaria, già smentita dalle indicazioni riportate sulla confezione del prodotto relative alla “Composizione”, è da ritenersi non veritiera alla luce delle informazioni contenute nelle schede tecniche del prodotto versate in atti dal professionista, da cui risulta che i pannolini sono composti anche da materie plastiche che non possono certamente definirsi né “naturali” né tantomeno “di origine vegetale”. “Gli elementi acquisiti non confermano neppure la veridicità dell’attribuzione al pannolino Nappynat della caratteristica di biodegradabilità.” “Analoghe considerazioni possono essere svolte con riferimento alla spendita del claim “Compostabili”.”
“In conclusione, le comunicazioni commerciali del professionista aventi ad oggetto le vantate caratteristiche di “biodegradabilità” “compostabilità”, “batteriostaticità” nonché “l’origine vegetale e naturale delle materie prime” utilizzate per i pannolini Nappynat appaiono fuorvianti e ingannevoli.”, “I claims in esame, pertanto, riguardando aspetti rilevanti per le scelte di acquisto dei consumatori, sono idonei a indurli in errore, con pregiudizio del loro comportamento economico”.
Per tale motivo l’Autorità ha comminato una sanzione amministrativa di euro 35.000 e assegnato alla società Olive S.r.l. il termine di novanta giorni per il necessario adeguamento della confezione di vendita dei pannolini a marchio “Nappynat”.
Ringraziamo i consumatori per la segnalazione e cogliamo l’occasione per invitare tutti a leggere con attenzione le etichette prima di fare gli acquisti e non “fermarsi” ai claims pubblicitari".

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