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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Follia/ Perseguitato l’imprenditore romagnolo che ha tutte le società in Italia






Alle storie di malagiustizia il nostro Paese è ormai purtroppo abituato, eppure non ci stanchiamo di stupirci e indignarci, come consumatori e cittadini consapevoli, per quello che accade in Italia. Siamo rimasti colpiti, imbattendoci nella storia di un imprenditore romagnolo, Gianluca Salcini, che dà lavoro a centinaia di persone attraverso una serie di aziende, principalmente operanti nel settore della logistica dei trasporti ortofrutticoli, ambito in cui Salcini è tra gli operatori leader.

La Guardia di Finanza si è per caso imbattuta nei conti delle società dell’imprenditore romagnolo, cercando prove su altri, e ha ricostruito una ipotesi assurda, per la quale Salcini avrebbe evaso nel tempo la cifra monstre di 52 milioni di euro. In pratica le bolle di accompagno di frutta e verdura, precise e puntuali, capaci di illustrare con precisione il trasporto delle merci, sono diventate, anziché la prova di un operato attento e corretto, le ‘prove’ di una più che mai traballante accusa di evasione per un imprenditore che – come ribadiscono gli amici sul blog creato per difenderlo «Salcini Onesto» www.salcinionesto.it – ha sempre evitato qualunque forma di evasione fiscale, e lavorando sempre alla luce del sole, con società, targhe, proprietà tutte registrate in Italia. 

Eppure, nonostante Salcini sia uno dei contribuenti più generosi del Paese, non può contare su quel “fisco amico” che viene sempre promesso dai governi e dall’Agenzia delle Entrate. Ha invece patito 8 milioni di euro di sequestro preventivo. Un altro imprenditore sarebbe finito gambe all’aria. Lui stesso racconta le difficoltà e come ha reagito, parlando con il quotidiano Il Resto del Carlino: «C’è stato un momento, dopo che mi avevano sequestrato oltre otto milioni di euro e quattro banche su cinque mi avevano chiuso i rubinetti, che ho pensato di mollare tutto, vendere o chiudere le aziende e andare all’estero. Poi ho reagito, ho raccolto la sfida che mi è stata lanciata e ho raddoppiato l’impegno: ora arrivo in azienda alle otto anziché alle nove e ho già deciso che la prossima estate non andrò in vacanza come negli anni scorsi, ma starò in ufficio a lavorare». Gianluca Salcini è preso fra telefonate e collaboratori che gli sottopongono documenti da esaminare, ma non perde il filo del discorso: «Nell’ottobre scorso, quando la Guardia di finanza mi ha sequestrato soldi e beni per 8,2 milioni, per un attimo ho temuto di non farcela; poi mi sono rimboccato le maniche e, anche grazie a mia madre, sono riuscito a mettere in sicurezza le aziende. Nel frattempo ho continuato a pagare con regolarità dipendenti e fornitori, anzi in alcuni casi ho anticipato i tempi dei pagamenti. E nell’azienda agricola di Viterbo ho piantato altre tremila piante di ulivo».

Da consumatori, da cittadini consapevoli, vorremmo uno Stato che combatte a fianco i propri imprenditori, i propri capitani coraggiosi che cercano di dare occupazione e ricchezza nonostante la tassazione altissima e la burocrazia soffocante. Per quanto ancora imprenditori-eroi come Salcini potranno resistere?



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