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Bonus bebè 2026: guida pratica per le famiglie

  Il bonus bebè torna al centro dell’attenzione delle famiglie italiane perché rappresenta uno degli strumenti pensati per sostenere le spese legate alla nascita o all’adozione di un figlio.  Cos’è il bonus bebè e a chi è destinato Il bonus bebè è un contributo economico do 1000 euro rivolto ai nuclei familiari con figli appena nati o adottati a partire dal 1 gennaio 2026. L’obiettivo è aiutare i genitori ad affrontare le prime spese legate all’arrivo di un bambino, periodo in cui i costi familiari aumentano sensibilmente. Il sostegno varia in base alla situazione economica del nucleo familiare, valutata attraverso l’ISEE, parametro indispensabile per stabilire l’accesso e l’importo del contributo. Per questo motivo, uno dei primi passaggi consigliati è verificare che l’ISEE sia aggiornato. Quanto si può ricevere L’importo del bonus cambia a seconda della fascia di reddito familiare. In generale, più basso è l’ISEE, maggiore risulta il contributo riconosciuto. Il benefic...

Follia/ Perseguitato l’imprenditore romagnolo che ha tutte le società in Italia






Alle storie di malagiustizia il nostro Paese è ormai purtroppo abituato, eppure non ci stanchiamo di stupirci e indignarci, come consumatori e cittadini consapevoli, per quello che accade in Italia. Siamo rimasti colpiti, imbattendoci nella storia di un imprenditore romagnolo, Gianluca Salcini, che dà lavoro a centinaia di persone attraverso una serie di aziende, principalmente operanti nel settore della logistica dei trasporti ortofrutticoli, ambito in cui Salcini è tra gli operatori leader.

La Guardia di Finanza si è per caso imbattuta nei conti delle società dell’imprenditore romagnolo, cercando prove su altri, e ha ricostruito una ipotesi assurda, per la quale Salcini avrebbe evaso nel tempo la cifra monstre di 52 milioni di euro. In pratica le bolle di accompagno di frutta e verdura, precise e puntuali, capaci di illustrare con precisione il trasporto delle merci, sono diventate, anziché la prova di un operato attento e corretto, le ‘prove’ di una più che mai traballante accusa di evasione per un imprenditore che – come ribadiscono gli amici sul blog creato per difenderlo «Salcini Onesto» www.salcinionesto.it – ha sempre evitato qualunque forma di evasione fiscale, e lavorando sempre alla luce del sole, con società, targhe, proprietà tutte registrate in Italia. 

Eppure, nonostante Salcini sia uno dei contribuenti più generosi del Paese, non può contare su quel “fisco amico” che viene sempre promesso dai governi e dall’Agenzia delle Entrate. Ha invece patito 8 milioni di euro di sequestro preventivo. Un altro imprenditore sarebbe finito gambe all’aria. Lui stesso racconta le difficoltà e come ha reagito, parlando con il quotidiano Il Resto del Carlino: «C’è stato un momento, dopo che mi avevano sequestrato oltre otto milioni di euro e quattro banche su cinque mi avevano chiuso i rubinetti, che ho pensato di mollare tutto, vendere o chiudere le aziende e andare all’estero. Poi ho reagito, ho raccolto la sfida che mi è stata lanciata e ho raddoppiato l’impegno: ora arrivo in azienda alle otto anziché alle nove e ho già deciso che la prossima estate non andrò in vacanza come negli anni scorsi, ma starò in ufficio a lavorare». Gianluca Salcini è preso fra telefonate e collaboratori che gli sottopongono documenti da esaminare, ma non perde il filo del discorso: «Nell’ottobre scorso, quando la Guardia di finanza mi ha sequestrato soldi e beni per 8,2 milioni, per un attimo ho temuto di non farcela; poi mi sono rimboccato le maniche e, anche grazie a mia madre, sono riuscito a mettere in sicurezza le aziende. Nel frattempo ho continuato a pagare con regolarità dipendenti e fornitori, anzi in alcuni casi ho anticipato i tempi dei pagamenti. E nell’azienda agricola di Viterbo ho piantato altre tremila piante di ulivo».

Da consumatori, da cittadini consapevoli, vorremmo uno Stato che combatte a fianco i propri imprenditori, i propri capitani coraggiosi che cercano di dare occupazione e ricchezza nonostante la tassazione altissima e la burocrazia soffocante. Per quanto ancora imprenditori-eroi come Salcini potranno resistere?



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