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Detrazione abbonamento mezzi pubblici 730 2026: la guida pratica

La detrazione dell’abbonamento ai mezzi pubblici permette di recuperare il 19% della spesa sostenuta, entro il limite massimo di 250 euro . Il beneficio vale per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale acquistati per sé o per un familiare fiscalmente a carico, ma solo se il pagamento è tracciabile e se si conservano i documenti corretti. Per la detrazione conta l’anno in cui paghi l’abbonamento, non il periodo in cui lo usi. Inoltre, se il costo viene rimborsato dal datore di lavoro come benefit non tassato, non puoi indicare nel 730 la parte già rimborsata. Chi ha diritto alla detrazione dell’abbonamento ai mezzi pubblici La detrazione spetta ai contribuenti che sostengono la spesa per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.   Puoi portare in detrazione: l’abbonamento acquistato per te; l’abbonamento acquistato per un familiare fiscalmente a carico, per esempio un figlio. L’abbonamento deve ri...

Dal 2018 addio alle monete da 1 e 2 centesimi. Scopri cosa cambierà

fonte: http://consumatore.tgcom24.it





Dal 2018 potremo dire addio alle monete da 1 e 2 centesimi. La commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera, dal primo gennaio 2018, alla sospensione del conio per queste monete.
Questo è ciò che prevede l’emendamento Boccadutri, emendamento proposto dal Pd e contenuto nella legge di conversione del decreto 50/2017, in cui specifica che il risparmio dovuto dalla sospensione delle monete verrà destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. Tale riformulazione dell’emendamento, detta anche “manovrina”, allenterebbe i criteri per le agevolazioni fiscali alle imprese.
“Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro il primo settembre 2017”, continua il testo, “si stabiliscono le modalità attraverso cui i pagamenti effettuati in contanti sono arrotondati nel periodo di sospensione”: questo è quanto detto nell’emendamento proposto dal Pd.
Cosa cambierà per il consumatore?
I prezzi verranno arrotondati per eccesso o per difetto al multiplo di 5 centesimi più vicino. Quindi 0,1 e 0,2 centesimi verranno arrotondati a zero (per eccesso), mentre 0,3 e 0,4 a 5 centesimi (per eccesso), come 0,6 e 0,7 centesimi (per difetto). Invece 0,8 e 0,9 verranno arrotondati a 10 centesimi (per eccesso).
I prezzi dunque cambieranno, ma solo per i pagamenti in contanti. Per ciò che concerne il pagamento con carta di credito, prepagata o bancomat il costo rimane invariato. Inoltre l’arrotondamento riguarderà il prezzo complessivo e non il singolo prezzo. L’arrotondamento, se non ben regolamentato, potrebbe creare un vuoto legislativo che porterebbe alla personalizzazione, da parte dei venditori dell’arrotondamento. Il calcolo sopra descritto non è specificato in nessuna norma, dunque ci potrebbe essere la probabilità di un incremento dei prezzi da parte dei venditori che applicheranno, solo in un secondo momento, l’arrotondamento.
Un altro fattore è il risparmio nella produzione di tali monetine che annualmente ammonta a venti milioni di euro. Questo risparmio, più che positivo, verrà utilizzato per l’ammortamento dei titoli di Stato. Forse come misura di risparmio e sicurezza, la sospensione delle monete da 1 e 2 centesimi sembra essere decisamente restrittiva rispetto alle reali conseguenze che i contanti portano con sè.
Tale sospensione potrebbe essere un primo passo verso l’attivazione della moneta elettronica, già presente all’estero, in molti paesi europei. La moneta elettronica, non solo abolirebbe i costi di creazione di banconote e monete, ma ridurrebbe il rischio di circolazione di banconote false, dall’evasione fiscale e da furti di contante e renderebbe le persone meno soggette a rapine di ordine monetario.

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