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Caldo e materie prime con prezzi alle stelle: l’inflazione alimentare prepara il conto all’Italia

L’effetto sui prezzi al consumo potrebbe arrivare con ritardo, ma la pressione sulle filiere agricole è già visibile. Il Food Price Index della FAO è salito a 133,3 punti in agosto, ai massimi da oltre tre anni. Cereali, oli, zucchero e latticini rincarano mentre il CNR certifica per l’Italia l’estate più calda dal 1950 . L'allarme arriva dai mercati internazionali delle materie prime agricole e trova in Italia un terreno particolarmente sensibile: quello di un'agricoltura che ha appena attraversato un'estate rovente e di un'inflazione che, dopo mesi di relativa moderazione, è già risalita al 3,3%.  L'indice della FAO, che misura l'andamento mensile dei prezzi internazionali di un paniere di commodities alimentari, in agosto ha raggiunto 133,3 punti, con un aumento dell'1,9% rispetto a lugli o e del 2,5% rispetto a un anno prima. È il livello più alto dal novembre 2022 , pur restando ancora del 16,8% sotto il picco raggiunto nel marzo 2022. Schizza il prez...

Nutri-Score, i dati francesi e il “tabù” italiano

 




Il dibattito sul Nutri-Score continua a dividere l’Europa, ma mentre in Francia i risultati del sistema di etichettatura nutrizionale sono ormai oggetto di studi e monitoraggi pubblici, in Italia mancano ancora dati ufficiali comparabili.

Confrontando i due approcci nazionali, emerge  come la discussione italiana resti fortemente politica più che basata su evidenze scientifiche disponibili.

In Francia dati disponibili e monitoraggio continuo

In Francia è stato introdotto il Nutri-Score come sistema volontario di etichettatura front-of-pack per aiutare i consumatori a valutare rapidamente la qualità nutrizionale degli alimenti attraverso una scala a colori e lettere.

Nel Paese transalpino sono stati raccolti negli anni dati concreti sull’impatto del sistema:

  • il Nutri-Score è stato adottato da numerose aziende;
  • sono stati condotti studi per valutare cambiamenti nelle ricette dei prodotti;
  • è stato analizzato il comportamento dei consumatori davanti agli scaffali.

I risultati francesi indicano che l’etichetta ha incentivato diverse imprese a riformulare gli alimenti per ottenere valutazioni nutrizionali migliori.

Il nodo italiano: pochi numeri e molte polemiche

In Italia il Nutri-Score è diventato un tema fortemente ideologico.

Nel dibattito pubblico italiano infatti si parla molto degli effetti negativi ipotetici sul Made in Italy; si citano raramente dati scientifici comparabili; manca un’analisi nazionale sugli effetti reali di sistemi analoghi.

Proprio questa assenza di dati viene definita un vero e proprio “tabù”: senza sperimentazioni o monitoraggi, non è possibile verificare empiricamente le critiche rivolte al sistema.

Il punto aperto

Il tema resta dunque irrisolto.

Finché non verranno prodotti dati italiani comparabili a quelli francesi, conclude l’analisi riportata dal Fatto Alimentare, il dibattito sul Nutri-Score rischia di restare fermo su posizioni contrapposte più che su risultati misurabili per la salute pubblica e per le scelte dei consumatori.

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