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Carburanti, arriva il tetto ai prezzi: quanto si risparmia davvero sul pieno

  Benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 nelle stazioni Eni ed Enilive, mentre anche Ip ha avviato i ribassi e Q8 si prepara a intervenire. Per gli automobilisti il risparmio può avvicinarsi ai 9 euro su un pieno da 50 litri, ma il prezzo calmierato non riguarda ancora tutta la rete italiana. Fare il pieno torna a costare qualcosa in meno, almeno per chi sceglie uno dei distributori che hanno aderito al tetto sui prezzi dei carburanti. Dopo settimane di rincari, l’iniziativa partita dalla rete Eni ed Enilive ha portato la benzina self service a un massimo di 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro . Alla misura si è affiancata Ip, mentre Q8 ha annunciato un proprio intervento a partire dal 1° ottobre. La risposta degli automobilisti non si è fatta attendere. In diverse città, da Roma a Napoli, sono state segnalate code alle pompe e, in alcuni casi, l’esaurimento temporaneo delle scorte. Ma al di là delle immagini dei distributori affollati, la domanda che interessa soprattutto le ...

Nutri-Score, i dati francesi e il “tabù” italiano

 




Il dibattito sul Nutri-Score continua a dividere l’Europa, ma mentre in Francia i risultati del sistema di etichettatura nutrizionale sono ormai oggetto di studi e monitoraggi pubblici, in Italia mancano ancora dati ufficiali comparabili.

Confrontando i due approcci nazionali, emerge  come la discussione italiana resti fortemente politica più che basata su evidenze scientifiche disponibili.

In Francia dati disponibili e monitoraggio continuo

In Francia è stato introdotto il Nutri-Score come sistema volontario di etichettatura front-of-pack per aiutare i consumatori a valutare rapidamente la qualità nutrizionale degli alimenti attraverso una scala a colori e lettere.

Nel Paese transalpino sono stati raccolti negli anni dati concreti sull’impatto del sistema:

  • il Nutri-Score è stato adottato da numerose aziende;
  • sono stati condotti studi per valutare cambiamenti nelle ricette dei prodotti;
  • è stato analizzato il comportamento dei consumatori davanti agli scaffali.

I risultati francesi indicano che l’etichetta ha incentivato diverse imprese a riformulare gli alimenti per ottenere valutazioni nutrizionali migliori.

Il nodo italiano: pochi numeri e molte polemiche

In Italia il Nutri-Score è diventato un tema fortemente ideologico.

Nel dibattito pubblico italiano infatti si parla molto degli effetti negativi ipotetici sul Made in Italy; si citano raramente dati scientifici comparabili; manca un’analisi nazionale sugli effetti reali di sistemi analoghi.

Proprio questa assenza di dati viene definita un vero e proprio “tabù”: senza sperimentazioni o monitoraggi, non è possibile verificare empiricamente le critiche rivolte al sistema.

Il punto aperto

Il tema resta dunque irrisolto.

Finché non verranno prodotti dati italiani comparabili a quelli francesi, conclude l’analisi riportata dal Fatto Alimentare, il dibattito sul Nutri-Score rischia di restare fermo su posizioni contrapposte più che su risultati misurabili per la salute pubblica e per le scelte dei consumatori.

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