Passa ai contenuti principali

In primo piano

Carburanti, arriva il tetto ai prezzi: quanto si risparmia davvero sul pieno

  Benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 nelle stazioni Eni ed Enilive, mentre anche Ip ha avviato i ribassi e Q8 si prepara a intervenire. Per gli automobilisti il risparmio può avvicinarsi ai 9 euro su un pieno da 50 litri, ma il prezzo calmierato non riguarda ancora tutta la rete italiana. Fare il pieno torna a costare qualcosa in meno, almeno per chi sceglie uno dei distributori che hanno aderito al tetto sui prezzi dei carburanti. Dopo settimane di rincari, l’iniziativa partita dalla rete Eni ed Enilive ha portato la benzina self service a un massimo di 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro . Alla misura si è affiancata Ip, mentre Q8 ha annunciato un proprio intervento a partire dal 1° ottobre. La risposta degli automobilisti non si è fatta attendere. In diverse città, da Roma a Napoli, sono state segnalate code alle pompe e, in alcuni casi, l’esaurimento temporaneo delle scorte. Ma al di là delle immagini dei distributori affollati, la domanda che interessa soprattutto le ...

Falsa multa pagoPA: come funziona la nuova truffa e come difendersi

 


Torna a circolare una nuova truffa online che sfrutta il sistema pagoPA per ingannare i cittadini. Secondo quanto segnalato da Altroconsumo, molti utenti stanno ricevendo comunicazioni fraudolente che simulano notifiche ufficiali relative a presunte multe non pagate.

Il messaggio, spesso inviato via email o SMS, invita a saldare rapidamente una sanzione amministrativa attraverso un link apparentemente collegato al circuito pagoPA. In realtà si tratta di un tentativo di phishing, progettato per sottrarre dati personali e informazioni bancarie.

Come funziona la truffa

Il meccanismo è semplice ma efficace. I truffatori inviano una comunicazione dall’aspetto credibile, utilizzando loghi istituzionali e un linguaggio formale per aumentare la fiducia della vittima.

Il link contenuto nel messaggio rimanda però a un sito falso che imita quello ufficiale. Qui viene richiesto l’inserimento di dati sensibili, come credenziali personali o informazioni della carta di pagamento. Una volta inseriti, questi dati finiscono direttamente nelle mani dei criminali informatici.

L’urgenza del pagamento è uno degli elementi chiave della truffa: la vittima viene spinta ad agire velocemente, senza verificare l’autenticità della richiesta.

I segnali per riconoscerla

I cittadini devono prestare attenzione ad alcuni dettagli ricorrenti: messaggi inattesi relativi a multe mai ricevute; richieste di pagamento immediate; link sospetti o indirizzi web non ufficiali; comunicazioni che chiedono dati bancari o personali.

Le amministrazioni pubbliche, ricorda l’associazione, non richiedono mai informazioni sensibili tramite email o SMS.

Come proteggersi

Il primo passo è non cliccare sui link contenuti nei messaggi sospetti. In caso di dubbio, è sempre consigliabile verificare direttamente sul sito ufficiale dell’ente indicato oppure accedere autonomamente al portale pagoPA digitando l’indirizzo nel browser.

La cosa migliore è cancellare immediatamente il messaggio fraudolento e segnalare il tentativo di truffa. Se sono già stati inseriti dati personali o bancari, è fondamentale contattare subito la propria banca per bloccare eventuali operazioni non autorizzate.

L’aumento delle truffe digitali dimostra quanto sia importante mantenere alta l’attenzione online: prudenza e verifica restano le armi più efficaci per evitare raggiri sempre più sofisticati. 

Commenti