Passa ai contenuti principali

In primo piano

In calo le multe per gli automobilisti: il crollo del 10%

Secondo il report Codacons sulle multe stradali dello scorso anno, quelle elevate tramite autovelox hanno subito una battuta d'arresto , con i proventi delle principali città italiane diminuiti del -8,9% rispetto all'anno precedente. Lo studio realizzato sulla base della rendicontazione che, entro il 31 maggio di ogni anno, i Comuni devono fornire al Ministero dell'Interno. 56 milioni di euro in meno  Nel 2025 le principali 20 città italiane (ad eccezione di Napoli che alla data del 31 maggio non aveva ancora presentato la documentazione) hanno incassato 56,5 milioni grazie alle sanzioni elevate tramite strumenti di controllo elettronico della velocità, l'8,9% in meno (-5,5 milioni) rispetto gli incassi del 2024, che erano pari a 62,1 milioni di euro, analizza il Codacons.   Firenze la più multata, poi Bologna In testa alla classifica delle città con le maggiori entrate da autovelox c'è Firenze, che lo scorso anno ha incassato 19,7 milioni di euro, mentre al se...

Falsa multa pagoPA: come funziona la nuova truffa e come difendersi

 


Torna a circolare una nuova truffa online che sfrutta il sistema pagoPA per ingannare i cittadini. Secondo quanto segnalato da Altroconsumo, molti utenti stanno ricevendo comunicazioni fraudolente che simulano notifiche ufficiali relative a presunte multe non pagate.

Il messaggio, spesso inviato via email o SMS, invita a saldare rapidamente una sanzione amministrativa attraverso un link apparentemente collegato al circuito pagoPA. In realtà si tratta di un tentativo di phishing, progettato per sottrarre dati personali e informazioni bancarie.

Come funziona la truffa

Il meccanismo è semplice ma efficace. I truffatori inviano una comunicazione dall’aspetto credibile, utilizzando loghi istituzionali e un linguaggio formale per aumentare la fiducia della vittima.

Il link contenuto nel messaggio rimanda però a un sito falso che imita quello ufficiale. Qui viene richiesto l’inserimento di dati sensibili, come credenziali personali o informazioni della carta di pagamento. Una volta inseriti, questi dati finiscono direttamente nelle mani dei criminali informatici.

L’urgenza del pagamento è uno degli elementi chiave della truffa: la vittima viene spinta ad agire velocemente, senza verificare l’autenticità della richiesta.

I segnali per riconoscerla

I cittadini devono prestare attenzione ad alcuni dettagli ricorrenti: messaggi inattesi relativi a multe mai ricevute; richieste di pagamento immediate; link sospetti o indirizzi web non ufficiali; comunicazioni che chiedono dati bancari o personali.

Le amministrazioni pubbliche, ricorda l’associazione, non richiedono mai informazioni sensibili tramite email o SMS.

Come proteggersi

Il primo passo è non cliccare sui link contenuti nei messaggi sospetti. In caso di dubbio, è sempre consigliabile verificare direttamente sul sito ufficiale dell’ente indicato oppure accedere autonomamente al portale pagoPA digitando l’indirizzo nel browser.

La cosa migliore è cancellare immediatamente il messaggio fraudolento e segnalare il tentativo di truffa. Se sono già stati inseriti dati personali o bancari, è fondamentale contattare subito la propria banca per bloccare eventuali operazioni non autorizzate.

L’aumento delle truffe digitali dimostra quanto sia importante mantenere alta l’attenzione online: prudenza e verifica restano le armi più efficaci per evitare raggiri sempre più sofisticati. 

Commenti

Post più popolari