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Codacons, l'ondata di caldo provoca rincari per frutta, gelato, acqua e bibite

Il caldo record rischia di avere ripercussioni pesanti sui portafogli di cittadini e turisti. La denuncia arriva dal Codacons, che mette in guardia dalle speculazioni specie nelle località turistiche. L'avviso del Codacons "I prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi - denuncia l'associazione - In base agli ultimi dati Istat, ad esempio, il pesce è aumentato in media del 4,2%, le albicocche del 14,4%, pesche e nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, mirtilli, lamponi e altri frutti di bosco del 17,2%, l'uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori del 18,4%. Se poi si guarda al gelato, alimento i cui consumi si impennano nei periodi di maggiore caldo, il prezzo di un cono o coppetta piccola da due gusti servita in gelateria ha raggiunto oramai una media tra i 3,5 e i 5 euro nelle principali città italiane".  Altro prodotto a forte rischio rincaro è l'acqua minerale, che nei luoghi a forte vocazione turisti...

Fiducia dei consumatori in calo a marzo: cosa significa per le famiglie italiane

 




A marzo 2026 la fiducia dei consumatori italiani registra un netto peggioramento. Secondo i dati diffusi da Istat, l’indice scende a 92,6 punti rispetto ai 98,8 di febbraio, segnando un calo significativo che riflette un aumento delle preoccupazioni economiche tra le famiglie.

La diminuzione riguarda tutte le componenti dell’indicatore: peggiorano infatti sia il clima economico generale sia quello personale, oltre alle aspettative future e alle valutazioni sulla situazione corrente.

Crescono le preoccupazioni economiche

Nel dettaglio, l’Istat rileva un peggioramento del clima economico, che passa da 100,2 a 93,2 punti, e del clima personale, in calo da 98,3 a 92,7. Anche il clima futuro scende in modo marcato, passando da 96,6 a 89,3, mentre quello corrente cala da 100,5 a 97,9.

Questi dati indicano che le famiglie percepiscono un peggioramento sia della situazione economica generale del Paese sia delle proprie condizioni finanziarie, con aspettative meno positive per i prossimi mesi.

Risparmio e spese: cambia l’atteggiamento dei consumatori

Dall’indagine emerge inoltre una riduzione delle intenzioni di risparmio e una valutazione più prudente rispetto alle possibilità economiche familiari. Parallelamente, aumenta la quota di persone che ritiene poco conveniente effettuare acquisti importanti.

Per i consumatori questo significa, in pratica, maggiore cautela nelle spese e una tendenza a rinviare decisioni economiche rilevanti, come l’acquisto di beni durevoli o investimenti domestici.

Cosa possono fare i consumatori

Il calo della fiducia non rappresenta solo un dato statistico, ma un segnale concreto del clima economico percepito dalle famiglie. Monitorare le proprie spese, pianificare il budget e valutare con attenzione gli acquisti più impegnativi può aiutare a gestire una fase caratterizzata da maggiore incertezza.

L’andamento dell’indice di fiducia resta uno degli indicatori più osservati perché anticipa spesso i comportamenti di consumo reali e, di conseguenza, l’evoluzione dell’economia nei mesi successivi.

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