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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

Fiducia dei consumatori in calo a marzo: cosa significa per le famiglie italiane

 




A marzo 2026 la fiducia dei consumatori italiani registra un netto peggioramento. Secondo i dati diffusi da Istat, l’indice scende a 92,6 punti rispetto ai 98,8 di febbraio, segnando un calo significativo che riflette un aumento delle preoccupazioni economiche tra le famiglie.

La diminuzione riguarda tutte le componenti dell’indicatore: peggiorano infatti sia il clima economico generale sia quello personale, oltre alle aspettative future e alle valutazioni sulla situazione corrente.

Crescono le preoccupazioni economiche

Nel dettaglio, l’Istat rileva un peggioramento del clima economico, che passa da 100,2 a 93,2 punti, e del clima personale, in calo da 98,3 a 92,7. Anche il clima futuro scende in modo marcato, passando da 96,6 a 89,3, mentre quello corrente cala da 100,5 a 97,9.

Questi dati indicano che le famiglie percepiscono un peggioramento sia della situazione economica generale del Paese sia delle proprie condizioni finanziarie, con aspettative meno positive per i prossimi mesi.

Risparmio e spese: cambia l’atteggiamento dei consumatori

Dall’indagine emerge inoltre una riduzione delle intenzioni di risparmio e una valutazione più prudente rispetto alle possibilità economiche familiari. Parallelamente, aumenta la quota di persone che ritiene poco conveniente effettuare acquisti importanti.

Per i consumatori questo significa, in pratica, maggiore cautela nelle spese e una tendenza a rinviare decisioni economiche rilevanti, come l’acquisto di beni durevoli o investimenti domestici.

Cosa possono fare i consumatori

Il calo della fiducia non rappresenta solo un dato statistico, ma un segnale concreto del clima economico percepito dalle famiglie. Monitorare le proprie spese, pianificare il budget e valutare con attenzione gli acquisti più impegnativi può aiutare a gestire una fase caratterizzata da maggiore incertezza.

L’andamento dell’indice di fiducia resta uno degli indicatori più osservati perché anticipa spesso i comportamenti di consumo reali e, di conseguenza, l’evoluzione dell’economia nei mesi successivi.

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