Bonus bollette 2026: chi ne ha diritto e come funziona davvero
Nel 2026 arriva un nuovo contributo per alleggerire le spese dell’energia: si tratta di un bonus bollette da 115 euro sulla fornitura elettrica. Lo sconto viene applicato direttamente in fattura e ha validità limitata al solo 2026. ARERA ha definito le modalità operative, stabilendo che le prime erogazioni partono dalle bollette successive al 19 marzo.
Attenzione: il bonus si applica solo alla componente “materia prima energia”. Se l’importo della bolletta è inferiore a 115 euro, la parte restante viene scalata nelle fatture successive.
Chi può ottenerlo (e chi resta escluso)
Il contributo è destinato alle famiglie con Isee fino a 9.796 euro, soglia che sale a 20 mila euro per nuclei con almeno quattro figli. Inoltre, è necessario avere una fornitura domestica relativa all’abitazione di residenza.
Il bonus non è quindi previsto per le seconde case e si rivolge alle cosiddette famiglie “vulnerabili”.
Serve fare domanda? No, ma c’è una condizione fondamentale
Uno degli aspetti più rilevanti per i consumatori è che il bonus viene riconosciuto automaticamente: non serve presentare richiesta. L’erogazione avviene grazie all’incrocio dei dati tra Inps e Arera.
Tuttavia, c’è un requisito decisivo: bisogna avere un Isee 2026 valido entro il 21 febbraio. Chi non ha aggiornato l’Isee entro questa data perde il diritto al bonus, anche se rientra nei limiti di reddito.
Bonus bollette e bonus sociali: quanto si risparmia
Il nuovo contributo non sostituisce i bonus sociali già esistenti per luce, gas e acqua, ma si aggiunge a questi. Per una famiglia con Isee entro i limiti, il risparmio complessivo può superare i 300 euro annui sulla bolletta elettrica.
I due importi compaiono separatamente in bolletta, rendendo più chiaro il beneficio totale.
Attenzione agli sconti “facoltativi” dei fornitori
Per chi ha un Isee fino a 25 mila euro esiste una possibilità aggiuntiva: alcuni fornitori possono applicare ulteriori sconti. Ma qui sta il punto critico per i consumatori: si tratta di una scelta facoltativa delle aziende, non di un obbligo.
Questo significa che lo sconto potrebbe non essere applicato da tutti i provider e non è contestabile in caso di mancata adesione.
Cosa fare subito per non perdere il bonus
Per assicurarsi il beneficio, il passaggio fondamentale è uno: aggiornare l’Isee nei tempi previsti. Senza questo requisito, il sistema automatico non può riconoscere il diritto al contributo
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