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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Supporto per la formazione e il lavoro: nuova misura Inps da 500 euro al mese

 




Il Supporto per la formazione e il lavoro è una nuova misura dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps) pensata per aiutare persone in condizione economica fragile a entrare o rientrare nel mercato del lavoro partecipando a percorsi formativi. Si tratta di un assegno mensile di 500 euro, erogato per tutta la durata del progetto formativo o di reinserimento lavorativo, fino a un massimo di 12 mesi.

Questa forma di sostegno è riservata a persone in età lavorativa con redditi e patrimoni contenuti, a condizione che partecipino attivamente a corsi di formazione, progetti di orientamento o politiche attive del lavoro, con l’obiettivo di aumentare le competenze e le possibilità occupazionali.

Requisiti economici e patrimoniali

Per accedere al Supporto per la formazione e il lavoro è necessario rispettare precisi criteri economici. Il nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) per la famiglia e l’inclusione deve essere inferiore a 10.140 euro, così come il reddito familiare complessivo, calcolato in base alla scala di equivalenza prevista per l’Isee.

Anche i limiti patrimoniali sono stringenti: il valore del patrimonio immobiliare (esclusa l’abitazione principale) non deve superare 30.000 euro, mentre l’abitazione principale non può avere un valore ai fini Imu superiore a 150.000 euro. Il patrimonio mobiliare, infine, non deve oltrepassare 6.000 euro, con possibili incrementi per numero di componenti del nucleo o in caso di disabilità.

Come presentare la domanda

La richiesta del contributo deve essere presentata in via telematica all’Inps, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CRS. In alternativa, è possibile rivolgersi a patronati o CAF per assistenza.

Chi presenta la domanda deve dichiarare la propria disponibilità immediata all’attivazione lavorativa e all’adesione alle politiche attive, oltre a autorizzare l’Inps a trasmettere i dati ai centri per l’impiego e alle agenzie del lavoro competenti.

Il patto di servizio personalizzato

Una volta accolta la domanda, il beneficiario viene inserito nella piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) e convocato presso il centro per l’impiego per la stipula del patto di servizio personalizzato. Tale patto è obbligatorio per iniziare il percorso formativo o di accompagnamento al lavoro previsto dal Supporto.

Il percorso può includere: formazione professionale, qualificazione, orientamento, accompagnamento al lavoro e altre politiche attive, come il servizio civile universale o progetti utili alla collettività.

Obblighi e accettazione delle offerte

Chi riceve il Supporto per la formazione e il lavoro, oltre a partecipare alle attività formative, è tenuto ad accettare offerte di lavoro congrue. Se la proposta lavorativa soddisfa determinati criteri — come un contratto a tempo pieno o parziale con retribuzione almeno pari ai minimi contrattuali — il beneficiario deve accettare, pena la sospensione dell’erogazione.

Questo sistema punta a favorire un equilibrio tra assistenza economica e responsabilità personale nell’attivazione verso l’occupazione, cercando di trasformare il sostegno in una reale opportunità di ingresso o reinserimento nel mercato del lavoro.

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