Passa ai contenuti principali

In primo piano

Truffe su Amazon: quali sono le più comuni e i segnali per riconoscerle subito

  Le truffe Amazon sono solitamente connotate da richieste urgenti, link di dubbia provenienza, premi inaspettati oppure ordini e pagamenti che non risultano dall’account. Verifica sempre ordini, rimborsi e addebiti dalla app o sul sito ufficiale e ricorda: non cliccare mai su link esterni e non comunicare dati personali o di pagamento. Vediamo quali sono i controlli da fare in questi casi.    Come riconoscere una truffa Amazon Una comunicazione è sospetta quando crea fretta o paura e ti spinge a uscire dai canali ufficiali. Verifica direttamente nel tuo account Amazon qualsiasi problema relativo a ordini, rimborsi o richiami di prodotti. Se l’attività descritta nel messaggio non compare nell’account, è molto probabile che si tratti di un tentativo di truffa.  1. Il messaggio crea fretta o paura  Frasi come “il tuo account sarà chiuso”, “il pacco verrà restituito” o “è stato autorizzato un pagamento” servono a farti agire senza riflettere. Una scadenza imm...

TARI: spunta una nuova voce in bolletta da 6 euro per finanziare il bonus sociale

 



Nell’ultima bolletta della TARI relativa al 2025 è comparsa una nuova voce di spesa di 6 euro, contrassegnata come UR3, che va a finanziare il cosiddetto Bonus TARI. Questa voce si aggiunge alle due già introdotte lo scorso anno per la gestione dei rifiuti accidentalmente pescati in acqua (UR1) e per far fronte ai costi derivanti dagli eventi calamitosi (UR2), portando un aumento complessivo di 7,60 euro in più per utenza rispetto agli anni precedenti.

La TARI, come tutti sanno, è la tassa comunale sui rifiuti che i cittadini pagano in base alle indicazioni del proprio Comune. L’ultima rata o la rata unica viene emessa tra ottobre e dicembre, e accompagna diverse voci di costo. Tra queste ora figura la nuova componente UR3, che ha suscitato perplessità e critiche tra cittadini e associazioni.

Cos’è il Bonus TARI e chi lo finanzia

A partire da gennaio 2026 è ufficialmente entrato in vigore il Bonus TARI, che prevede uno sconto in bolletta del 25% dell’importo dovuto per la tassa sui rifiuti per le famiglie in situazione di disagio economico. Il beneficio è riservato, in particolare, a chi può dimostrare di avere un ISEE fino a 9.796 euro (o fino a 20.000 euro in caso di famiglie con quattro figli), in modo simile a quanto già avviene per i bonus sociali su luce e gas.

Tuttavia, secondo Altroconsumo, chi non ha diritto al bonus è comunque tenuto a versare i 6 euro della voce UR3. Questo perché il contributo non riguarda le agevolazioni di per sé, ma serve a coprirne il costo collettivamente tra tutte le utenze, indipendentemente dalla situazione reddituale.

Un meccanismo criticato per equità

Questo modello ha suscitato diverse critiche, soprattutto per il fatto che anche chi riceve lo sconto deve comunque pagare i 6 euro, creando un paradosso per molti contribuenti: da un lato si ottiene un bonus, dall’altro si versa una quota che serve proprio a finanziare quel bonus.

A differenza di altri bonus sociali (come quelli per luce e gas), non esiste un fondo statale dedicato a coprire i costi del Bonus TARI. Questo significa che il contributo da 6 euro viene imposto direttamente sui cittadini, anche se solo una parte di essi beneficerà effettivamente dello sconto, e con un rapporto tra contribuenti e beneficiari che lascia perplessi molti osservatori.



Commenti