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Sconti apparenti e promozioni ingannevoli: multa da 1 milione di euro per Poltronesofà

 

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Il 2026 si apre con una nuova sanzione per Poltronesofà. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha infatti inflitto all’azienda una multa da 1 milione di euro per pratiche commerciali scorrette legate alla politica di sconti e alla comunicazione dei prezzi. Le condotte contestate, secondo l’Autorità, sarebbero state avviate già a partire da gennaio 2023 e risulterebbero ancora in corso.

Prezzi “barrati” e sconti solo apparenti

Al centro del provvedimento c’è il modo in cui Poltronesofà ha promosso i divani appartenenti alla cosiddetta “Collezione Promo”. Attraverso campagne pubblicitarie diffuse su televisione, radio, social network e web, l’azienda avrebbe enfatizzato la presenza di forti ribassi rispetto a presunti prezzi pieni, indicati come “barrati”.

L’istruttoria dell’Antitrust ha però messo in luce un elemento cruciale: quei prezzi di riferimento, rispetto ai quali venivano calcolati gli sconti, non sarebbero stati realmente applicati nella pratica. I prodotti della Collezione Promo, infatti, risulterebbero strutturalmente destinati a essere venduti per periodi limitati e quasi esclusivamente a prezzi promozionali. Di conseguenza, il vantaggio economico vantato nelle pubblicità non rifletterebbe una reale convenienza per il consumatore.

Secondo l’AGCM, questa strategia comunicativa è idonea a influenzare le decisioni di acquisto, spingendo i clienti a credere di trovarsi di fronte a un’occasione irripetibile quando, in realtà, il prezzo “scontato” rappresenterebbe la normalità.

Una pratica scorretta secondo il Codice del consumo

L’Autorità ha qualificato il comportamento di Poltronesofà come contrario alla diligenza professionale e in violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del consumo. In particolare, viene contestata la diffusione di informazioni incomplete o ambigue, tali da indurre in errore il consumatore medio sulla reale entità degli sconti e sul valore economico dell’offerta.

L’indagine era stata avviata nel febbraio 2025 anche grazie alle numerose segnalazioni dei consumatori, raccolte e trasmesse all’Antitrust da associazioni come Altroconsumo attraverso piattaforme dedicate ai reclami.

Le segnalazioni dei consumatori

Molti clienti hanno denunciato difficoltà nel comprendere come venissero effettivamente applicati gli sconti promessi. In diversi casi, le fatture di vendita non riporterebbero in modo dettagliato il prezzo di listino, le percentuali di sconto applicate e il calcolo finale.

Emblematiche sono anche le segnalazioni relative a servizi o prodotti presentati come “omaggi” in fase di acquisto — come kit di pulizia o programmi di assistenza — che, una volta verificata la documentazione, risulterebbero invece regolarmente addebitati al cliente, senza una richiesta esplicita.

Questa mancanza di trasparenza renderebbe difficile per il consumatore verificare la correttezza dell’offerta e valutare consapevolmente la convenienza dell’acquisto.

Non è la prima sanzione per Poltronesofà

Il provvedimento del 2026 non rappresenta un caso isolato. Già nel 2022 il TAR del Lazio aveva confermato una precedente multa da 1 milione di euro per pubblicità ingannevoli, legate in quel caso alla durata delle promozioni e all’estensione degli sconti dichiarati. Anche allora, l’Antitrust aveva rilevato una discrepanza tra i messaggi pubblicitari e le condizioni effettivamente applicate nei punti vendita.

I diritti di chi acquista un divano

Alla luce di queste vicende, è utile ricordare quali tutele spettano a chi acquista un bene come un divano:

  • Garanzia legale di conformità: per i beni nuovi dura due anni dalla consegna e copre i difetti originari, anche se si manifestano successivamente.
  • Conformità al contratto: il prodotto deve corrispondere a quanto descritto, essere idoneo all’uso promesso e includere accessori e istruzioni previste.
  • Rimedi in caso di difetto: il consumatore ha diritto, senza spese, alla riparazione o alla sostituzione. Se questi rimedi non sono praticabili, può chiedere una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.

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