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Detrazioni tagliate sopra i 75mila euro: cosa cambia davvero

  Per chi pensa che il taglio delle detrazioni riguardi solo redditi molto alti, attenzione: la soglia parte da 75mila euro lordi annui , cioè circa 3.500 euro al mese. Dal 2025, chi supera questo limite non può più detrarre tutte le spese , ma deve rispettare un tetto massimo complessivo. Tradotto: anche se ci sono molte spese detraibili (scuola, mutuo, ristrutturazioni), non è detto che potranno essere recuperate tutte nel 730. I nuovi limiti: quanto puoi detrarre davvero Il sistema introduce un massimale alle spese detraibili , che cambia in base al reddito: fino a 14.000 euro tra 75mila e 100mila euro; fino a 8.000 euro sopra i 100mila euro Ma non finisce qui: questo tetto viene ridotto ulteriormente in base ai figli a carico. Il fattore famiglia cambia tutto Il sistema usa un “coefficiente familiare”: 0,5 senza figli; fino a 1 con 3 o più figli. Questo coefficiente si applica al tetto massimo. Di conseguenza, due famiglie con lo stesso reddito possono avere detrazioni m...

Rottamazione delle cartelle comunali: cosa cambia e quali debiti si possono sanare



La possibilità di una rottamazione delle cartelle comunali torna al centro del dibattito fiscale, offrendo ai contribuenti un’occasione per regolarizzare debiti locali con condizioni più favorevoli. L’iniziativa riguarda tributi e sanzioni di competenza degli enti locali, come Comuni e Province, e si inserisce nel più ampio quadro delle misure di definizione agevolata dei debiti fiscali.

A differenza delle rottamazioni nazionali, tuttavia, l’applicazione della misura dipende dalle decisioni dei singoli Comuni, che devono deliberare autonomamente l’adesione alla procedura.

Quali debiti possono essere rottamati

La rottamazione riguarda principalmente entrate locali come Imu, Tari, multe stradali e altre imposte comunali. In generale, la definizione agevolata consente di pagare il debito senza sanzioni e interessi di mora, limitando il versamento alla quota principale e alle spese di notifica o riscossione.

Il perimetro dei debiti sanabili e le condizioni applicate possono variare da Comune a Comune, proprio perché la normativa lascia agli enti locali un ampio margine di discrezionalità.

Il ruolo decisivo dei Comuni

Un elemento chiave della rottamazione delle cartelle comunali è la necessità di una delibera comunale. Senza un provvedimento formale dell’ente locale, i contribuenti non possono accedere alla definizione agevolata.

Questo significa che non esiste una misura uniforme a livello nazionale: alcuni Comuni potrebbero aderire, altri no, oppure prevedere condizioni diverse per importi, rateizzazione e scadenze.

Come informarsi e cosa fare

Per sapere se la rottamazione è disponibile, il contribuente deve verificare le decisioni del proprio Comune, consultando il sito istituzionale o gli uffici competenti. Solo dopo l’approvazione della delibera locale sarà possibile presentare domanda e conoscere modalità e tempi di pagamento.

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