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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

L'Europa ha una chance di vincere il mercato delle Batterie per auto?


Grazie agli obbietti di decarbonizzazione e riduzione del consumo di derivati al petrolio, nei ultimi anni, il panorama automobilistico è mutato con un importante aumento del mercato delle auto elettriche (Bev). 

In questo mercato, dove l'autonomia è fondamentale, la ricerca per batterie sempre più performanti è cruciale per essere competitivi. In tal senso McKinsey ha realizzato un report in cui si prevedono ben oltre 200 nuove fabbriche di celle per batterie  con un valore di mercato che sale a 250 miliardi di dollari con un tasso di crescita annuo del 19 per cento.

Attualmente il mercato è dominato dalla Cina sia nell'estrazione delle materie prime, sia sulla produzione di componenti per celle. 

Michele Bertoncello, partner McKinsey «Non avere accesso diretto alla materia prima è uno svantaggio ma è anche vero che la fase di raffinazione dei materiali non deve necessariamente avvenire nel luogo d’estrazione. Il vero tema è dotarsi degli impianti per farlo. Sulla produzione di componenti, celle, pacchi batteria, il settore, anche in Occidente, può avere un ruolo. Ma è chiaro che, avendo accumulato un ritardo, sia nello sviluppo tecnologico che in fatto di impianti, supply chain e competenze, cogliere le opportunità richiederà uno sforzo supplementare. Non dimentichiamo poi che l’estrazione di materie prime genera ricavi significativi, ma ha anche costi sociali e ambientali importanti che richiedono di essere compensati con investimenti ingenti per rendere l’attività sostenibile».

Sempre secondo McKinsey, l’Europa e il Nord America entro la fine del decennio ospiteranno circa il 20% della produzione globale di celle per batterie.

«Modelli di collaborazione saranno essenziali per avere accesso alle materie prime. I paesi occidentali dovranno scegliere quali contropartite strategiche e commerciali offrire. Ad esempio, in termini di dazi all’import di veicoli cinesi in Occidente, piuttosto che altre contropartite di bilancia commerciale. Inoltre, per i costruttori sarà essenziale sviluppare una strategia di lungo periodo nel garantirsi l’accesso a materie prime e tecnologie, e in questo senso alcuni fra i più grandi gruppi globali hanno già siglato accordi pluriennali con paesi esportatori per limitare il rischio di indisponibilità di materie prime o di eccessive fluttuazioni di prezzo».

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