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Fisco, metà degli italiani non paga. Il 19% degli italiani paga quasi il 65% dell’Irpef

  Quasi la metà degli italiani non ha redditi "e quindi vive di fatto "a carico" di altri cittadini, e in particolare di quel 18,78% di contribuenti che dichiara redditi dai 35mila euro in su , corrispondendo da solo circa il 65% di tutta l'IRPEF ". È quanto emerge dall'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al CNEL nel corso delle celebrazioni per l'80° anniversario CIDA. L'Irpef rappresenta un conto da 200 miliardi "che a pagare sono però i 'soliti noti'" rileva la ricerca. Nonostante aumentino sia i dichiaranti , vale a dire 42.837.963 persone che hanno presentano una dichiarazione dei redditi , sia i versanti , vale a dire 34.105.072 soggetti che hanno effettivamente corrisposto almeno 1 euro di IRPEF , "il carico fiscale del Paese continua a gravare sulle spalle di quei circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano 35mila euro lordi l'anno - all'incirca 2mila euro netti al mese - e versano il 65% ...

Intelligenza artificiale: scelte lungimiranti per lo sviluppo economico e la pace sociale



 L'Ai ormai da tempo alimenta il dibattito su vari livelli, tuttavia è difficile prevedere quali effetti potrebbe avere sull'economia e sulla società. Nell'economia americana sono già molto usati gli algoritmi di AI che sono alla base del rialzo dei mercati azionari americani. 

Un'idea comune è che l'AI favorisca la crescita economica con l'innovazione di processo, diminuendo i costi di produzione e aumentando l'efficienza operativa. Farebbe però perdere l'utilità di alcune attività svolte dall'uomo e quindi posti di lavoro. Tali ipotesi ad oggi sono trovano riscontro nella realtà! Infatti i dati mostrano una relazione positiva tra investimenti in AI e occupazione. 

Dall'altro lato l'AI pare stimoli l'innovazione di prodotti, migliorando la qualità di quelli esistenti e il lancio di quelli nuovi. Inoltre all'AI sembra associata il numero di registrazioni di nuovi marchi commerciali e brevetti. 

In generale è importante sottolineare come andrebbe ripensata la normativa a protezione dei consumatori e andrebbe diffusa la cultura alla tutela degli utenti finali. Dovrebbero essere stimolati l'acquisto consapevole dei consumatori e sanzionati comportamenti di vendita ingannevoli. Infatti queste categorie probabilmente saranno le più penalizzate dall'avvento delle nuove tecnologie. 

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