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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Gas: a Roma i contratti più cari, a Milano i più convenienti


Le bollette più care, sia a prezzo fisso che variabile, sul mercato libero del gas sono a Roma. Le tariffe migliori sono a Trento e Milano. Tali dati sono emersi a seguito di un indagine in 20 città italiane realizzata da Assoutenti in seguito alla fine del mercato tutelato del gas. 

L'associazione di consumatori, mettendo a confronto le offerte reperibili su Arera, sia per contratti a prezzo fisso che variabile, ha stabilito che una famiglia che consuma 1.400 metri cubi di gas all'anno se sceglie un contratto a prezzo fisso a Roma e un operatore del mercato libero, la migliore offerta che può trovare prevede una spesa media annua del gas da 2.045 euro. La città con le migliori offerte a prezzo bloccato è Milano, una famiglia che si affida al mercato libero si trova, in media, una bolletta da 1.816 euro annui. 

"In linea di massima i cittadini che risiedono al sud Italia appaiono i più penalizzati dallo stop al mercato tutelato del gas, in quanto le offerte degli operatori presentano condizioni economiche più svantaggiose. In tutte le città monitorate le offerte a prezzo fisso sono più costose rispetto alle tariffe del mercato tutelato. Inoltre emerge una carenza di concorrenza tra gli operatori, questo dimostra come le società energetiche stiano applicando politiche tese alla massima prudenza, a svantaggio degli utenti", questo il commento di Furio Truzzi, presidente onorario Assoutenti.

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