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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Bollette: arrivano le penali per il recesso anticipato


Dal 1 gennaio per i clienti domestici e le piccole imprese ci sarà un nuovo problema da affrontare, ovvero la penale per il recesso anticipato. Dunque se sul mercato elettrico vuoi cambiare fornitore prima dello scadere del contratto rischi di pagare un costo extra. 

Le compagnie energetiche potranno applicare questi oneri solo ai contratti di durata determinata, e a prezzo fisso. Tuttavia le penali potranno trovare spazio anche nei contratti a tempo indeterminato se presentano un prezzo fisso per un certo periodo, relativamente a questo arco temporale. 

Tali regole nascono da una delibera approvata lo scorso 6 giugno e che prende le mosse dalla "direttiva elettrica" dell'Ue del 2019. 

Le reazioni delle associazioni dei consumatori non si sono fatte attendere. Consumerismo definisce "assurde" queste penali e critica tali condizioni vincolanti a fronte di un decantato libero mercato. Il Codacons annuncia un ricorso al Tar del Lazio, definendo "illegittimi" gli oneri e ipotizzando una class action per conto di tutti gli utenti ingiustamente danneggiati.

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