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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Assoutenti e l'esposto all'Antitrust per l'apertura di un'indagine sui centri di revisione


Assoutenti ha presentato un esposto all’Antitrust e al Ministro dei Trasporti richiedendo l’apertura di un indagine sui centri di revisione, con particolare attenzione ai costi illegittimi che fanno aumentare i costi a carico degli automobilisti per la revisione dell’auto. 


1,17 miliardi di euro (per un totale di 14.877.795 revisioni auto) è la spesa raggiunta dai cittadini nel 2022. Molti di questi consumatori hanno segnalato all’associazione Assoutenti  l’applicazione di voci di spesa aggiuntive, che sono andate a gravare sul costo della revisione periodica dell’auto - un servizio le cui tariffe sono fissate dallo Stato.


L’unica voce di spesa non individuata nel dettato normativo è quella inerente alla commissione per i pagamenti dei diritti  prevista dai Prestatori di servizi di pagamento (PSP) sulla piattaforma PagoPA S.p.A., utilizzati dai centri di revisione autorizzati. La commissione non è fissa ma varia a seconda dei casi, a patto che il consumatore venga reso edotto dell’effettivo importo aggiuntivo da pagare mediante tariffario visibile al pubblico. Tuttavia, secondo i consumatori, in molte delle fatture emesse dai centri di revisione, vi sono applicate voci fantasiose come “Contributo smaltimento rifiuti”, “Servizio Postale”, “Spese Cancelleria”. 


In merito a ciò, il Presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha detto: "Tali condotte descritte appaiono illegittime, poiché in contrasto sia con la normativa vigente in materia di revisioni, nonché in palese contrasto con la normativa in materia di concorrenza e pratiche commerciali”.

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