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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

I prosciutti low-cost in vaschetta superano di 8 volte le vendite dei Dop



In Italia il salume più venduto è senza dubbio il prosciutto con oltre 15,8 milioni di famiglie che lo acquistano (fonte Gfk Italy).

Ovviamente sul nostro territori abbiamo diverse eccellenze del settore con ben 8 denominati Dop e 3 Igp. Un dato di cui essere fieri anche se, dati alla mano, le famiglie italiani tendono ad acquistare maggiormente prosciutti più economici detti crudi "nazionali" quindi si prodotti in Italia ma per la maggior parte con cosce di suino d'importazione estera.

Se andiamo a vedere le vendite dei prosciutti in vaschetta notiamo come, nell'ultimo anno, le vendite dei cosiddetti nazionali supera di ben 8 volte le vendite dei Dop con 84,5 milioni di confezioni vendute. Dato in peggioramento analizzando anche i volumi di vendita che vedono un -3% per i nazionali e un -11% per i Dop.

I Dop e Igp realizzano la maggior parte delle loro vendite nei banchi salumeria a taglio dopo il Parma è acquistato dal 56% delle persone, il San Daniele dal 46%. Dati positivi ma sempre inferiori ai nazionali che ottengono ben il 72%.

Marco Pellizzoni, di GfK Italy puntualizza come; "I consumatori acquistano in media 2,4 tipi di prosciutti crudi e quindi è fondamentale che i banchi assistiti ne propongano un’ampia varietà".

Si nota anche come si torna a preferire il prosciutto al taglio per via del prezzo inferiore di quello in vaschetta.

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