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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Olio extravergine in crisi per la strategia spagnola


 I produttori e industriali italiani dell'olio d'oliva che per anni hanno lamentato la poca valorizzazione del prodotto, accusando i prezzi del mercato troppo bassi, stanno iniziando a fare marcia indietro adesso che il prezzo dell'olio sugli scaffali tocca i 7/8 euro a bottiglia. 

Il primo effetto significativo è stato un calo dei consumi. Secondo Circana, società che analizza il comportamento dei consumatori nella grande distribuzione, nel 2023 le vendite di extravergine sono calate del 9%. Anche a livello internazionale sorge il problema, infatti secondo i dati forniti dalla Commissione Ue i consumi globali sono calati dal 18%

L'elemento chiave in questo contesto è in primis il crollo della produzione spagnola, passata in pochi anni dai 1,8 milioni di tonnellate del 2018/2019, ai 1,4 milioni del 2020/2021, fino alle 663mila nel 2022/2023. Tale diminuzione è stata innescata dalla siccità, dovuta anche all'elevata quantità d'acqua richiesta per gli oliveti superintensivi impiantati nel paese. Il risultato è stato il rialzo dei prezzi dell'olio spagnolo.

Questo ha avuto un incidenza sulle bottiglie vendute in Italia, visto che nella grande distribuzione gli extravergini sono per una quota del 24% prodotti al 100% in Italia, ma per il restante 76% sono miscele di diversa origine sopratutto con l'unione dell'olio spagnolo e italiano. 

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