Passa ai contenuti principali

In primo piano

Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

I resi raggiungono il 20% dei acquisti online



Aumenta sempre di più il fenomeno dell'acquisto per provarli e poi chiedere il reso, in alcuni casi, nel vestiario, si acquistano 2/3 taglie per poi rispedire quelle che non vanno bene.

In Italia, nel mercato fashion, siamo arrivati al 20% ovvero 1 prodotto su 5 torna ai magazzini del venditore. In Germania sono al valore folle del 60%.

Questa grande quantità di prodotti resi aumenta sensibilmente i costi della logistica con un costo per reso stimato dai 8 ai 12 euro. Il problema, oltre a essere economico, è anche ambientale per via di tutte le risorse sprecate e CO2 prodotta per portare il pacco fino a casa del cliente e poi riportarlo indietro.

Il fondatore e CEO di If Returns commenta: "Il costo più tangibile che l’azienda deve sostenere nella gestione di un reso è il trasporto, poi ci sono i costi operativi del magazzino e la “svalutazione” del prodotto". Questo significa che il prodotto, una volta tornato indietro, non può essere rivenduto automaticamente ma deve essere visionato e valutato con il rischio che abbia perso valore di conseguenza venga considerato e venduto come prodotto usato.

Alcune aziende stando "combattendo" questo fenomeno facendo pagare la spedizione di ritorno al cliente per scoraggiare il reso o l'acquisto solo per provare il prodotto.


Commenti

Post più popolari