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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Fruit Valley italiana a rischio




Ieri duemila frutticoltori hanno manifestato per le vie di Bologna per richiamare l'attenzione sul dramma che il comparto sta vivendo tra siccità, gelate, alluvioni, infestazioni, con impatti su tutta l'economia nazionale. 
La cosidetta "fruit valley" si trova fra Bologna e l'Adriatico e produce il 30% della frutta italiana, con pesche, kiwi, pere, nettarine. Le superfici coltivate calano di giorno in giorno da 66mila a 44mila ettari negli ultimi vent'anni. In questo contesto a pagarne le conseguenze sono anche le 5mila aziende con contano danni calcolati per 32 mila euro a ettaro.
La conseguenza alla mancanza di disponibilità di ortofrutta la stanno pagando i consumatori con l'impennata dei prezzi. Ricordiamo inoltre che con i 5,3 miliardi di export l'ortofrutta italiana rappresenta la seconda delle esportazioni agroalimentari del Paese. 
I frutticoltori si dicono stanchi di difendersi a mani nude e vogliono armi contro i parassiti e le fitopatie, oltre che risposte e risorse per ristorare gli ingenti danni subiti, altrimenti altri frutteti saranno estirpati e sarà una piaga sociale per il territorio. 
Inoltre i vertici di Confagricoltura Emilia Romagna hanno spiegato che nel 2023-2024 si prevede un ulteriore calo degli ettari coltivati dell'8/10%. Mentre gli agricoltori arrivati dal Polesine ricordano che in Veneto gli ettari coltivati a pere si sono ridotte in dieci anni del 33%, l'estensione dei meleti si è dimezzata e per pesche e nettarine la coltivazione è praticamente scomparsa. 

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