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Conflitto in Iran: voli cancellati, rimborsi e diritti dei passeggeri

Il conflitto in Iran sta avendo conseguenze concrete anche per chi viaggia. Oltre alle tensioni geopolitiche, infatti, molti passeggeri europei stanno affrontando cancellazioni, modifiche dei voli e incertezze sui rimborsi. Fondamentale in questo caso conoscere i propri diritti per evitare di perdere soldi o restare bloccati senza assistenza. Spazio aereo chiuso e voli cancellati Le tensioni legate al conflitto hanno portato alla chiusura o alla limitazione dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente. Questo ha costretto molte compagnie aeree a: cancellare voli, modificare rotte, riprogrammare partenze e arrivi. Le conseguenze riguardano non solo i collegamenti diretti con l’Iran, ma anche numerosi voli internazionali che sorvolano la regione. Rimborso o riprotezione: cosa spetta ai passeggeri Altroconsumo ricorda che, in caso di cancellazione del volo, i viaggiatori hanno diritto a scegliere tra: rimborso del biglietto , oppure volo alternativo verso la stessa de...

In Italia ridotti i consumi di carne per motivi ambientali



In base ad una ricerca condotta da Crea e pubblicata sulla rivista scientifica Nutrients il 57% degli italiani ha ridotto il consumo di carne per motivi ambientali, mentre il 27% non intende ridurne il consumo sopratutto in base alla convinzione che sia necessaria per avere una dieta bilanciata. 

Inoltre è emerso come i consumatori siano consapevoli e coscienti delle conseguenze ambientali derivanti dal consumo di carne, e informati sulle proteine diverse da quelle animali raccomandate dai nutrizionisti. 

Le alternative favorite a tal proposito sono; pesce, uova, legumi, formaggi e frutta secca. Mentre per cibi troppo "anticonformisti" come gli insetti, c'è stato un rifiuto del 67% degli intervistati, come anche il 61% ha rifiutato i prodotti di origine vegetale che imitano la carne, sia quella coltivata in laboratorio, sia quella con derivati OGM, più gradita invece l'imitazione della carne senza OGM che è stata rifiutata solo dal 47% dei rispondenti.

Il 90% del campione si ritiene disposto al cambiamento delle abitudini, con l'aiuto anche di organi terzi nazionali ed europei attraverso un loro intervento attivo, che non ricomprenda però l'ulteriore tassazione dei prodotti "proibiti" oppure la limitazione nei punti vendita.

L'incremento degli abitanti del pianeta terra, avrà costi sociali e ambientali significativi,  come maggiore consumo di acqua, maggiore uso del suolo e maggiori emissioni di gas serra. Questi aspetti devono essere considerati nell'elaborazione delle linee guida dietetiche, e inoltre urge la necessità di comprendere le preferenze delle persone relativamente agli alimenti ecosostenibili, e indirizzarle al loro consumo. 

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