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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

In Italia ridotti i consumi di carne per motivi ambientali



In base ad una ricerca condotta da Crea e pubblicata sulla rivista scientifica Nutrients il 57% degli italiani ha ridotto il consumo di carne per motivi ambientali, mentre il 27% non intende ridurne il consumo sopratutto in base alla convinzione che sia necessaria per avere una dieta bilanciata. 

Inoltre è emerso come i consumatori siano consapevoli e coscienti delle conseguenze ambientali derivanti dal consumo di carne, e informati sulle proteine diverse da quelle animali raccomandate dai nutrizionisti. 

Le alternative favorite a tal proposito sono; pesce, uova, legumi, formaggi e frutta secca. Mentre per cibi troppo "anticonformisti" come gli insetti, c'è stato un rifiuto del 67% degli intervistati, come anche il 61% ha rifiutato i prodotti di origine vegetale che imitano la carne, sia quella coltivata in laboratorio, sia quella con derivati OGM, più gradita invece l'imitazione della carne senza OGM che è stata rifiutata solo dal 47% dei rispondenti.

Il 90% del campione si ritiene disposto al cambiamento delle abitudini, con l'aiuto anche di organi terzi nazionali ed europei attraverso un loro intervento attivo, che non ricomprenda però l'ulteriore tassazione dei prodotti "proibiti" oppure la limitazione nei punti vendita.

L'incremento degli abitanti del pianeta terra, avrà costi sociali e ambientali significativi,  come maggiore consumo di acqua, maggiore uso del suolo e maggiori emissioni di gas serra. Questi aspetti devono essere considerati nell'elaborazione delle linee guida dietetiche, e inoltre urge la necessità di comprendere le preferenze delle persone relativamente agli alimenti ecosostenibili, e indirizzarle al loro consumo. 

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