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Codacons, l'ondata di caldo provoca rincari per frutta, gelato, acqua e bibite

Il caldo record rischia di avere ripercussioni pesanti sui portafogli di cittadini e turisti. La denuncia arriva dal Codacons, che mette in guardia dalle speculazioni specie nelle località turistiche. L'avviso del Codacons "I prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi - denuncia l'associazione - In base agli ultimi dati Istat, ad esempio, il pesce è aumentato in media del 4,2%, le albicocche del 14,4%, pesche e nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, mirtilli, lamponi e altri frutti di bosco del 17,2%, l'uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori del 18,4%. Se poi si guarda al gelato, alimento i cui consumi si impennano nei periodi di maggiore caldo, il prezzo di un cono o coppetta piccola da due gusti servita in gelateria ha raggiunto oramai una media tra i 3,5 e i 5 euro nelle principali città italiane".  Altro prodotto a forte rischio rincaro è l'acqua minerale, che nei luoghi a forte vocazione turisti...

In Italia ridotti i consumi di carne per motivi ambientali



In base ad una ricerca condotta da Crea e pubblicata sulla rivista scientifica Nutrients il 57% degli italiani ha ridotto il consumo di carne per motivi ambientali, mentre il 27% non intende ridurne il consumo sopratutto in base alla convinzione che sia necessaria per avere una dieta bilanciata. 

Inoltre è emerso come i consumatori siano consapevoli e coscienti delle conseguenze ambientali derivanti dal consumo di carne, e informati sulle proteine diverse da quelle animali raccomandate dai nutrizionisti. 

Le alternative favorite a tal proposito sono; pesce, uova, legumi, formaggi e frutta secca. Mentre per cibi troppo "anticonformisti" come gli insetti, c'è stato un rifiuto del 67% degli intervistati, come anche il 61% ha rifiutato i prodotti di origine vegetale che imitano la carne, sia quella coltivata in laboratorio, sia quella con derivati OGM, più gradita invece l'imitazione della carne senza OGM che è stata rifiutata solo dal 47% dei rispondenti.

Il 90% del campione si ritiene disposto al cambiamento delle abitudini, con l'aiuto anche di organi terzi nazionali ed europei attraverso un loro intervento attivo, che non ricomprenda però l'ulteriore tassazione dei prodotti "proibiti" oppure la limitazione nei punti vendita.

L'incremento degli abitanti del pianeta terra, avrà costi sociali e ambientali significativi,  come maggiore consumo di acqua, maggiore uso del suolo e maggiori emissioni di gas serra. Questi aspetti devono essere considerati nell'elaborazione delle linee guida dietetiche, e inoltre urge la necessità di comprendere le preferenze delle persone relativamente agli alimenti ecosostenibili, e indirizzarle al loro consumo. 

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