Passa ai contenuti principali

In primo piano

Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Il raccolto delle patate a rischio: colpa dei parassiti e delle alluvioni


Elataridi, questo il nome scientifico dei vermi che attaccano le patate che negli ultimi anni sta colpendo le coltivazioni nazionali. In alcune zone di produzione, l'infestazione sta crescendo sempre di più, distruggendo i raccolti. Nel bolognese, l'anno scorso, il 30% dei raccolti sono stati persi e quest'anno si attendono perdite maggiori. 

La diffusione di questi insetti in Emilia Romagna sta diventando un ulteriore problema, che si aggiunge a tutti quelli causati dell'alluvione della scorsa primavera. Inoltre le abbondanti piogge dei mesi scorsi, hanno ritardato in molte regioni la semina delle patate, influendo sulla quantità e qualità dei raccolti.

In generale negli scorsi decenni l'Italia ha perso molto degli ettari dedicati alla coltivazione di patate. Di conseguenza sta aumentando la parte del fabbisogno nazionale che viene soddisfatta dall'import. Per le sole patate fresche il deficit della bilancia commerciale è arrivato a -139 milioni di euro, mentre per le patate trasformate a -484 milioni

A fronte dei problemi sul lato dell'offerta, la domanda di patate resiste, anche di fronte all'inflazione. Ad agosto i sacchetti di patate confezionati a prezzo fisso sono aumentati del 19%. Tutto questo anche a causa dei costi energetici e del carburante, che hanno fatto lievitare le spese per gli agricoltori.

Senza una soluzione, rischia di andare in crisi un settore che occupa 47mila ettari per una produzione di 1,3 milioni di tonnellate di patate e che vale un miliardo di euro. 

Tutto è iniziato del 2020, quando sono state vietate alcune sostanze chimiche nei campi. Il problema, partito dall' Italia, si sta diffondendo in tutta Europa, dunque le associazioni di agricoltori stanno cercando di ottenere che venga concesso l'uso di sostanze specifiche per contrastare il problema, oppure che si trovino delle alternative sostenibili ma efficaci.

Il rischio è quello di perdere il grosso della produzione nazionale nel giro di tre, quattro anni, in un panorama in cui già sta aumentato l'import dal Nord Africa, paese in cui i prodotti vengono coltivati con sostanze chimiche proibite. 

Per le patate italiane ci sarebbe spazio per crescere, anche grazie alle varietà di tipi e qualità disponibili. Inoltre alcune ricerche  hanno messo in luce come i consumatori attribuiscano un valore aggiunto alla produzione tracciabile e rispettosa dell'ambiente. 

Commenti