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Mutui green, la sostenibilità resta poco chiara: l’inchiesta che mette sotto esame le banche

              I mutui green sono ormai entrati stabilmente nell’offerta delle banche, ma per i consumatori ottenere informazioni chiare sui reali vantaggi resta ancora difficile. Un’inchiesta condotta in 70 filiali di 14 istituti bancari evidenzia un quadro fatto di informazioni incomplete, criteri energetici poco spiegati e difficoltà nel confrontare le diverse proposte. Pensati per incentivare l’acquisto di abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico, questi finanziamenti prevedono condizioni agevolate , come tassi più bassi o sconti su alcune spese, per chi acquista immobili in classe energetica A o B o interviene con lavori di riqualificazione. Ma tra la promessa di sostenibilità e l’esperienza concreta in filiale emerge ancora una distanza significativa. Un prodotto ormai diffuso, ma con poca chiarezza La prima evidenza dell’indagine è che il mutuo green è ormai diventato una proposta stabile . Il problema riguarda però la trasparen...

Social, la community influenza un acquisto su tre

 


Dai programmi di affiliazione al passaparola sui social media, la community rappresenta una realtà variegata che va oltre le dimensioni e le nazionalità. La sua crescente importanza nelle scelte dei consumatori giovani e giovanissimi è evidente.

La ricerca intitolata "Il ruolo in evoluzione delle Customer Community per il valore dei Fashion Brand", condotta da un team di studentesse del Mafed, il master in Fashion, Experience & Design Management di SDA Bocconi e promossa da Salesforce, ha analizzato le abitudini di coinvolgimento e spesa dei giovani appartenenti alla generazione Z, nati tra il 1997 e il 2010, che sono essenzialmente i primi nativi digitali, e della generazione Alfa, nati dopo il 2010 e quindi ancora preadolescenti. Mentre le aziende in generale, e in particolare quelle del settore moda e lusso, si sono interessate alla generazione Z da qualche anno, la generazione Alfa è ancora oggetto di studio.

Erica Corbellini, professora di Fashion & Luxury Management presso SDA Bocconi School of Management, spiega al Sole 24 Ore: "È il quarto anno che conduciamo questa ricerca ed è la prima volta che ci concentriamo anche sui giovani nati dopo il 2010: la loro generazione si basa su aspirazioni, ma sono anche in grado di influenzare le decisioni di acquisto. Sicuramente la generazione Z e la generazione Alfa hanno bisogno di esperienze più complete e complesse. Ad esempio, è emerso che i marchi devono avere un'identità sonora coerente con la nazionalità o lo stile dei giovani".

In ogni caso, le community rappresentano un punto di riferimento importante per entrambe le generazioni, soprattutto per il potere del passaparola che influenza il 27% delle scelte d'acquisto della generazione Z. I social media, utilizzati principalmente per mantenere o entrare in contatto con la propria rete di amici, vengono utilizzati dal 15% dei intervistati anche per guardare recensioni sui prodotti di interesse. Al contrario di quanto accade in mercati come la Cina, non è ancora diffusa l'abitudine di recensire i prodotti sui social media: l'83% dei partecipanti appartenenti alla generazione Z afferma di non pubblicare recensioni sui propri acquisti.

Corbellini continua: "Abbiamo scelto di concentrarci sulle community perché è lì che il brand inizia una conversazione, lasciando che si sviluppi con e tra i membri, sia sui social media che nella dimensione reale". Questa conversazione non è più unidirezionale, filtrata magari da intermediari come influencer. "Gli appartenenti alla generazione Alfa, così come quelli della generazione Z, non sono solo consumatori ma anche creatori di contenuti e hanno la consapevolezza di poter essere protagonisti. Non vogliono solo ascoltare, ma desiderano esprimersi". Il concetto di community, online e offline, è forte anche quando si parla di programmi di affiliazione e membership, che attraggono molto i giovani consumatori alla ricerca di vantaggi e contenuti esclusivi. Tuttavia, devono essere definite chiaramente le regole di partecipazione.

Il 58% degli intervistati dichiara di iscriversi ai programmi fedeltà dei loro brand preferiti, soprattutto per ottenere promozioni (61%) o accedere a eventi esclusivi (28%). I consumatori di fascia lusso, che non si aspettano sconti come quelli legati ai brand di massa, cercano meccanismi di ricompensa chiari e definiti per raggiungere obiettivi specifici, ma con l'aspettativa di un trattamento superiore.

 


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