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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Inflazione: paniere a prezzi calmierati per i beni di largo consumo

 


Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta lavorando a un piano per introdurre un paniere a prezzi calmierati che includa i beni di largo consumo come pasta, riso, latte, uova e olio. Questa misura è stata proposta insieme a un intervento contro le pratiche distorsive del mercato delle compagnie aeree. Il Ministro Adolfo Urso ha sottolineato l'importanza di affrontare l'inflazione, che sta mostrando segni di riduzione, ma che necessita di una discesa accelerata per evitare diventi strutturale.

Secondo i dati di giugno, l'inflazione è scesa al 6,4%, ma i prezzi dei beni nel "carrello della spesa" hanno comunque registrato una crescita tendenziale del +10,5%. Nonostante i prezzi nel settore alimentare abbiano subito un rallentamento, mostrano ancora un andamento particolarmente "caldo". Complessivamente, i prezzi dei beni alimentari sono scesi dal +11,4% di maggio al +10,7%, principalmente grazie al rallentamento dei prezzi dei prodotti lavorati (da +13,2% a +11,5%), anche se solo in parte compensato dall'accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +8,8% a +9,4%).

La prossima settimana si avvierà il confronto per giungere a un'intesa con la grande distribuzione sui prodotti di largo consumo, al fine di consentire ai cittadini di beneficiare di una "significativa" riduzione dei prezzi. Il progetto coinvolgerà anche i produttori e potrebbero aderire altri esercizi commerciali. Questa iniziativa è vista come un "importante successo" dall'associazione dei consumatori Assoutenti, la quale sottolinea che gli alimentari hanno subito un aumento di spesa per le famiglie di 846 euro nell'ultimo anno.

Tuttavia, l'Unione Nazionale Consumatori sospende il giudizio e vede dei possibili rischi in questa iniziativa, come ad esempio il congelamento dei prezzi di alcuni prodotti in un momento in cui dovrebbero invece scendere.


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