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Bonus fino a 1.000 euro: come cambia la busta paga dei lavoratori nel 2026

 Il bonus per i lavoratori dipendenti viene confermato anche per il 2026, grazie alle misure previste dalla legge di bilancio. Il provvedimento consiste in un esonero contributivo che riduce i contributi previdenziali dovuti all’Inps, con percentuali variabili in base al reddito annuo. In concreto, lo sconto può oscillare tra il 4,8% e il 7,1%, incidendo direttamente sull’importo netto dello stipendio mensile. Le percentuali di detrazione in base al reddito Il beneficio non è uniforme per tutti i lavoratori. Per i redditi fino a 8.500 euro annui, la riduzione dei contributi è fissata al 7,1%. Per chi guadagna tra 8.501 e 15.000 euro, lo sconto scende al 5,3%, mentre per redditi compresi tra 15.001 e 20.000 euro la percentuale si riduce al 4,8%. Per la fascia di reddito tra 20.000 e 32.000 euro è prevista invece una detrazione fissa annuale di 1.000 euro, che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro annui. Gli effetti concreti sullo stipendi...

Birra, business in crescita guidato dai consumi fuori casa

 


È interessante notare come il rapporto tra gli italiani e la birra stia continuando a rafforzarsi nel corso degli anni, nonostante la crisi legata al Covid e le difficoltà che il settore ha affrontato a causa dei rincari delle materie prime e dei servizi energetici. Secondo l'Annual Report pubblicato da Assobirra, nel 2022 gli italiani hanno consumato un milione di ettolitri in più rispetto al 2019, confermando una tendenza in crescita che prosegue dal 2012.

Il consumo pro capite è aumentato a 37,8 litri, due litri in più rispetto al 2021. Questi dati indicano che la birra sta entrando sempre più nella vita quotidiana degli italiani, superando gli storici limiti legati alla stagionalità, al pubblico giovanile e all'abbinamento tradizionale con la pizza.

La produzione nazionale di birra è aumentata del 3,3%, mentre i consumi complessivi sono cresciuti del 6%. Questi numeri indicano un radicamento sempre più forte delle abitudini dei consumatori verso la birra. Tuttavia, c'è preoccupazione per l'aumento delle importazioni, che è stato del 10%. La produzione di birra in Italia è svantaggiata rispetto a quella estera a causa delle accise più elevate, che sono quattro volte inferiori in alcuni paesi come la Germania. Questa è un'anomalia che ha un impatto negativo sui produttori, i distributori e i consumatori. Inoltre, se non vengono stabilizzate le riduzioni delle accise per i piccoli birrifici, molte aziende potrebbero incontrare difficoltà.

Le buone notizie provengono principalmente dal consumo fuori casa, che è cresciuto di oltre un quinto nel 2021. La birra risulta essere la bevanda più richiesta nel canale fuoricasa, seguita dalle bollicine, dal vino bianco e da quello rosso. La versatilità della birra, sia nelle occasioni di consumo sia negli abbinamenti con il cibo, è considerata la chiave del suo successo. Sia i grandi birrifici come Heineken Italia, Birra Peroni, ABinBev, Carlsberg, Birra Forst e Birra Castello, sia i microbirrifici hanno contribuito a questo successo. Gli sforzi di comunicazione di Assobirra per promuovere un consumo moderato e consapevole della birra, insieme alla creatività dei microbirrifici, hanno contribuito ad affascinare nuovi consumatori e a mantenere vivo l'apprezzamento per la birra.

Sebbene non ci siano dati ufficiali sul giro d'affari, secondo stime circolanti tra gli addetti ai lavori, il settore della birra artigianale in Italia avrebbe un valore di circa 400 milioni di euro, con una produzione stimata di 500.000 ettolitri. Secondo il report di Unionbirrai, l'associazione dei piccoli birrifici indipendenti, il numero di birrifici artigianali in Italia è raddoppiato rispetto al 2015, superando le 1.300 realtà, e occupano oltre 9.600 addetti, registrando un aumento del 22% nello stesso periodo. L'Italia si posiziona al sesto posto in Europa per numero di birrifici, dopo Francia, Regno Unito, Germania, Svizzera e Olanda, e al nono posto per la produzione.

Negli ultimi anni, la birra ha saputo ampliare il suo pubblico target e raccontarsi in modo diverso, andando oltre i classici stereotipi. Ad esempio, le birre analcoliche, sebbene ancora una nicchia di mercato, stanno registrando una crescita significativa e coinvolgono non solo i grandi produttori, ma anche alcuni birrifici artigianali. Inoltre, dall'estero arrivano segnali che indicano un'espansione imminente di questa nicchia nel prossimo futuro.

La birra ha anche iniziato a raccontarsi in modo diverso, andando oltre il tradizionale legame con lo sport, l'estate e l'amicizia. Si sono affiancati messaggi che sottolineano la naturalità del prodotto, il suo legame con la terra e l'agricoltura. Questo legame è confermato dall'aumento dell'uso di orzo maltato in Italia e dalla crescente industria della coltivazione del luppolo.

Nonostante le difficoltà oggettive, come il peso delle accise e la concorrenza delle birre importate, il settore della birra sembra godere di buona salute, con una tendenza positiva consolidata che offre buone prospettive per il futuro. Tuttavia, il futuro non dovrebbe essere inteso solo come un aumento dei consumi, ma anche come una maggiore strutturazione dell'intera filiera, dalla coltivazione delle materie prime al bicchiere, che appare oggi più completa che mai. Secondo gli attori della filiera stessa, sarebbe necessaria una maggiore consapevolezza da parte delle istituzioni riguardo a questo settore in rapida crescita.


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